01/11/2007
Qiu Xiaolong
Sul Mucchio fresco di stampa trovate molti articoli interessanti e soprattutto l’intervista a Qiu Xiaolong considerato il maestro cinese del thriller. Lo abbiamo incontrato al Festivaletteratura di Mantova dove c’era la fila per parlare con lui. Dietro le quinte/1: i colleghi della radio hanno sostato davanti a Xiaolong e a me pronti a braccarlo con il microfono per tutta la durata dell’intervista. Dietro le quinte/2: l’intervista si è svolta in inglese, l’autore vive in America dove insegna all’università, con un buon sottofondo di rumori e confusione. Dietro le quinte/3: in questo numero del Mucchio abbiamo scelto una copertina sobria e di classe. La grande pianista P.J. Harvey. “E' la ragazza con le mani più fredde e le labbra più calde che io abbia mai conosciuto”, ha detto di lei Nick Cave. Peccato che così si eviti il ritiro del giornale dalle edicole come è avvenuto per il numero scorso nella provincia di Trani.
Buona lettura.
Qiu Xiaolong, nato a Shanghai, docente di Letteratura cinese e raffinato poeta e autore di gialli, è emigrato in America alla fine degli anni ’80 per scrivere un libro sulla sua grande passione, T.S. Elliot. Costretto a lungo non fare ritorno in Cina dopo i fatti di Tienanmen (ne parleremo) ha scelto di restare nella città dove nacque il poeta, St. Louis (Missouri). I suoi romanzi descrivono
Se non lo avete letto iniziate da “La misteriosa morte della compagna Guan” (Marsilio). Nella Shanghai del 1990 Chen Cao, ispettore capo della Squadra casi speciali Divisione omicidi del Dipartimento di polizia, indaga sull’assassinio di una Lavoratrice Modello, la compagna Guan del titolo, trovata nuda in un canale fuori città. Riuscirà a scoprire il colpevole e a denunciarlo anche se volesse dire opporsi alle direttive del partito?
Fate attenzione alle risposte sulla situazione politica in Cina e forse capiremo meglio quanto stia accadendo in Birmania.
Ho molti amici americani. Fanno affari con
Lei è uno dei pochi autori cinesi che pur vivendo all’estero è pubblicato nel suo paese. In che modo la censura condiziona la traduzione nella sua lingua d’origine dei romanzi che scrive in inglese?
All’epoca della prima traduzione cinese di un mio libro l’editore mi telefonò due mesi prima dell’uscita chiedendomi il permesso di fare qualche cambiamento. Capii che se avessi rifiutato avrei messo a rischio la pubblicazione del romanzo ma anche i posti di lavoro dell’editore e accettai. Quando lessi l’edizione cinese trovai molte modifiche per motivi politici e non editoriali. Shanghai è diventata la città H, sono state eliminate le allusioni alla rivoluzione culturale e hanno modificato perfino i nomi delle strade e dei ristoranti che i lettori usano come suggerimenti se si trovano in città. Il senso e la verità del romanzo però sono rimaste intatte. Con i libri successivi ho cercato di avere sempre più libertà.
Chen Cao è un poeta affermato. Le sue liriche sono pubblicate dal quotidiano di Shanghai e le donne non resistono ai suoi versi. Lei è appassionato e studioso di poesia. Quali sono i suoi poeti preferiti? Conosce poeti e scrittori italiani?
Il poeta che ho letto, studiato e tradotto in cinese è T.S. Elliot. Mi piace molto anche Yeats. Di italiani conosco Eugenio Montale che ho tradotto dall’inglese al cinese.
L’8 agosto 2008 inizieranno le Olimpiadi di Pechino. Personaggi famosi, in particolare Mia Farrow, si stanno mobilitando per boicottarle. Cosa rappresentano le Olimpiadi per
L’immagine all’estero del paese non era buona. Con le prossime Olimpiadi il governo ha cercato di modificarla rinnovando le città e dando lavoro alla popolazione.
All’epoca del massacro di Piazza Tienanmen studiavo in America. Come volontario aiutai gli studenti cinesi cucinando e vendendo involtini primavera fuori l’università. Il governo lo scoprì, la polizia andò a casa della mia famiglia e la minacciò. Quando sentii una radio cinese fare il mio nome come fiancheggiatore degli studenti ebbi paura e non tornai in Cina fino al 1995. Allora trovai un paese molto cambiato e rientrato in America scelsi di raccontarlo ma in inglese. Se fossi potuto rimanere in Cina non avrei scritto quello che ho scritto.