29/10/2007

Rocco Tanica

Per risollevare la classifica ho due soluzioni. Chiedere a Beppe Grillo di parlare del mio blog (ecco, potrei anche conoscere Grillo ma in questo momento mi sembra impegnato). Intervistare personaggi famosi su temi d’attualità.
E qui entra in gioco Rocco Tanica noto per l’attività musicale e letteraria con Elio, si definisce il Giovanni Allevi dei poveri, e per l’umorismo surreale. Con lui abbiamo parlato di donne. L’intervista c’è se leggete fino in fondo.

Lisa Corva, giornalista neodimissionaria di Grazia, ha presentato al Mondadori Duomo il suo secondo romanzo, Glam cheap (Sonzogno). Nonostante il titolo siamo andate ad ascoltarla. Il comunicato stampa prometteva bei discorsi sul precariato e sul lavoro, un tema che ci interessa molto. La protagonista è una giornalista di moda non assunta con un marito over 40 appena licenziato. Si inventeranno di tutto per restare a galla e se il libro è un vero chick-lit, detto da estimatrici del genere, possiamo prevedere un lieto fine economico e sentimentale.
Rocco Tanica e Lisa Corva erano in classe insieme da bambini. Lei lo amava e gli chiedeva anche con troppa insistenza di sposarla. Lui non l’ha mai illusa. A quella precisa domanda rispondeva “non ci penso proprio.” Forse per farsi perdonare dei rifiuti nell’età dell’innocenza le ha dedicato una serenata e ha detto la cosa che ci è piaciuta di più: “A Milano sono tutti preoccupati di non essere poveri e soprattutto di non sembrare poveri.” Prima e dopo questa affermazione inquietante (chi non si è mostrato più agiato di quel che è!) le signore sul ‘palco’ hanno fatto di tutto per sembrare frivole, glam, alla moda, donne di mondo, ironiche pur essendole di per sé. Del mondo del lavoro ne ha parlato velocemente solo Sergio Bevilacqua, consulente aziendale, che ha aiutato la Corva nel delineare il profilo psicologico del personaggio licenziato. Il resto del tempo è stato il classico e perché no piacevole chiacchiericcio da signora mia. Il vestito indossato della Corva era lo stesso della copertina del libro. Applausi per la stilista presente in sala. La giornalista Silvia Botti ha raccontato come abbia avuto la Kelly autentica che troneggiava sul tavolo (regalo del quarantesimo compleanno). Applausi. Michela Gattermayer, direttrice di Velvet, ha confessato che tra le sue borse firmate non ci sono Kelly o Birkin però non resiste ai camperos (ne ha duecento paia). Ha letto il libro durante un volo lunghissimo per il Giappone e gli ha fatto una buona impressione: “Non è una boiata.” A questo punto interviene la Corva ma non per parlare di letteratura: “Andavi alle sfilate? Dillo che a New York sei in prima fila! Quando invitano me mi danno il posto in piedi e non vedo niente”. Lo sa che in redazione la temono e lei, la Gattermayer , spreme i precari come limoni ma non si lamentano. Applausi. La Corva ha ricordato vari episodi dell’infanzia con Tanica e ha mostrato una borsa fatta con le copertine di Grazia regalo dall’azienda tal de’ tali (messaggio pubblicitario). Poi ha presentato le amiche e ha chiesto ad ognuna: “con che borsa sei venuta?” Marzia da Pisa incautamente ne porta una taroccata, pubblico ludibrio, però sua madre possiede una Kelly. Applausi. Il notaio dalla prima fila ha estratto weekend benessere uno dei quali è andato ad un’amica del fratello della Corva. Applausi
Per risollevarci abbiamo intervistato Rocco Tanica che, senza saperlo, ha confermato alcuni sospetti.
“A un uomo interessa quale borsa abbia una donna?”
“No, io non ci faccio caso ma se mi accorgo che è taroccata e se è taroccata bene aumenta la mia ammirazione per la donna.”
“Le donne insicure a quale oggetto possono aggrapparsi? C’è un oggetto che ti colpisce in una donna?”
“Nessuno.” (dopo averci pensato un po’, ndr)
“Una donna brutta con una bella borsa resta una donna brutta?”
“Sì”.
A microfoni spenti è d’accordo. Si è parlato di accessori, meglio se firmati e costosi, e non di precariato. E’ che l’oggetto libro ormai deve essere venduto così. Concorsi, giochi a premi, personaggi famosi che attirano il pubblico il che alleggerisce una giornata di lavoro ma la Letteratura è un’altra cosa. E i Grandi Temi che in America creano correnti letterarie, articoli e movimenti d’opinione da noi fanno paura. Meglio il chiacchiericcio. 

di annarita at 22:36:00 5 Commenti

29/10/2007

Come diventare Presidente

Siamo state femministe e quanto sono brave Susan Sontag, Doris Lessing e Lidia Ravera. Abbiamo bruciato in piazza i reggiseni. Le donne non sono oggetti! Ci siamo nascoste dentro gonnellone orribili. Abbiamo teorizzato (e in qualche caso) praticato l’amore libero. Abbiamo rivendicato il potere vestendoci da uomo nascoste dentro orribili giacche squadrate come giocatori di rugby con la variante della cotonatura dei capelli. Siamo arrivate (in qualche caso) nelle stanze che contano passando per i letti. Abbiamo accettato con colpevole complicità la deriva puttanesca nella moda e nelle arti visive. Abbiamo perso un sacco di tempo a chiederci come fare carriera, conciliare lavoro e vita privata, procreare. Intanto abbiamo scoperto che è più facile diventare Presidente della Repubblica che lavorare con orari flessibili in un ufficio. Basta sposare uno che di professione faccia o abbia fatto il Presidente della Repubblica. In Argentina è appena stata eletta la moglie del Presidente uscente, una bella faccia che è un inno al botox. In America rischia di essere eletta la moglie di un Presidente mentre si scaldano le figlie dei Presidenti. E se Cècilia, diventata simbolo delle donne con le palle, un giorno dovesse annoiarsi a fare vita ritirata sa che all’Eliseo ci sarebbe posto.
di annarita at 21:15:00 Commenta: