15/10/2007

Gary Shteyngart

Il protagonista del mio romanzo è un uomo grasso. A tredici anni ingrassai. Mia nonna era sopravvissuta all’assedio di Leningrado, ad una grande carestia. In America scoprì che si poteva mangiare senza limiti, senza essere arrestati. Comprava chili di carne e mi dava hamburger. In questo corpo magro si nasconde un uomo grasso.

In America hanno ucciso la classe media (
i politici, ndr). Si va verso una società come quella brasiliana con un’élite molto ricca e la massa poverissima.

Gli ebrei amano le barzellette che ironizzano su se stessi e sulla leadership (segue barzelletta su Brežnev che inaugurando le Olimpiadi legge i cerchi olimpici come se facessero parte del testo del discorso. Rende meglio raccontata a voce, ndr).

Mia nonna, un’altra nonna, ne ho sette otto, era corrispondente della Pravda. Stimolato da lei iniziai a leggere a quattro cinque anni. Mi dava un pezzo di formaggio per ogni pagina che scrivevo. Questo contribuì alla grassezza. Ancora oggi, scrivo a letto, ho nel cassetto del comodino tanti pezzetti di formaggio e ne mangio uno per ogni pagina.

Il protagonista del mio romanzo è ispirato ad un compagno del college dell’Ohio. E’ un omone russo, grasso, anticonformista che non aspirava come tutti gli ebrei emigranti a diventare dottore o avvocato ma aveva strani hobby (allevava rane psichedeliche) e piaceva molto alle donne. A New York abitiamo ad un isolato di distanza e ogni volta che lo incontro mi chiede a chi assomiglia quell’idiota di Miša (pronuncia Misha, è il personaggio del libro, ndr).

Gary Shteyngart, di origini russe americano globetrotter attualmente residente a Berlino, ha presentato “Absurdistan” (Guanda) al Teatro Filodrammatici. I relatori gli hanno dato la parola per ben dieci minuti.

di annarita at 22:08:00 2 Commenti