29/09/2007
David Mitchell
Ricominciamo a parlare di libri! David Mitchell, inglese del ‘69, ha insegnato in un liceo di Catania prima di trascorrere molti anni in Giappone dove ha trovato moglie e ispirazione, non necessariamente in quest’ordine. A casa di Dio, ovvero l’immaginaria cittadina di Black Swan Green (Worcestershire) lontana dalle mille luci di New York che irretiscono il giovane Holden, è considerato da fonti autorevoli uno dei migliori libri usciti in America lo scorso anno. Qui non se ne è accorto quasi nessuno, salviamolo dalla polvere degli scaffali.
Questa recensione è stata scritta per una rivista letteraria dopo averla proposta e concordata con il responsabile. L’ho tenuta nel cassetto per non anticiparne la pubblicazione.
Se fossimo un paese ‘normale’ con un livello culturale ‘normale’ la recensione sarebbe regolarmente uscita. Quando leggo del V-day contro i politici mi vien voglia di organizzarne uno per la cultura italiana (e per
Il romanzo di Mitchell è un bell’esempio di Letteratura, passato quasi inosservato.
David Mitchell, A casa di Dio (Frassinelli), euro 18, pagg. 433
Siamo negli anni ’80. Il tredicenne Jason Taylor, Taylor come il bassista dei Duran Duran, ha un milione di complessi, una speciale capacità di farsi maltrattare dai bulli e ignorare dalle ragazze e una famiglia borghese sull’orlo del divorzio. In sottofondo la guerra delle Falkland.
Capite che Jason debba formarsi. Lo aiutano la spalla, Dean Moran, non certo il più popolare della scuola se lo chiamano il Ritardato. La sorella maggiore Julia, che gli regala i dischi quando va al college. Il cugino Hugo, quello grande che piace alle ragazze (quante ne bacia!). Lo confondono le voci interiori. L’Impiccato lo fa balbettare, il Gemello mai nato lo rimprovera se è insicuro e il Verme lo rende debole e insicuro.
Capite che un romanzo di formazione debba narrare le prime volte. La prima sigaretta gliela offre Hugo, Jason la fuma e vomita tutto il pranzo. Il primo bacio inizia così: “Schifo fu l’ultima parola che pronunciai nei panni di uno che non aveva mai baciato una ragazza. La cosa mi aveva sempre preoccupato, ma baciare non è poi così difficile.”
Consigliato a chi adora i libri che hanno per protagonisti minorenni afflitti dal ‘sì, ma non oggi’.