23/09/2007

Fuga dalla realtà e libri da leggere

L’oroscopo di Vanity Fair mi consiglia quasi ogni settimana di evitare quello che con un linguaggio imbarazzante definisce sfigo-pessimismo. Non credo del tutto agli oroscopi ma sono d’accordo sul cercare di essere positivi, ottimisti seppur non incoscienti. E’ per questo che non mi dilungherò sul momento attuale, bello emozionante e … faticoso. Confesso però di sentirmi un po’ sballottata per motivi che è meglio tenere riservati (hanno a che fare con il lavoro!). Se il mondo reale rischia di diventare troppo stressante mi rifugio nella Letteratura. Notavo ieri che nelle situazioni sociali, che pure adoro, tendo ad essere abbastanza timida, imbarazzata, a volte goffa. Quando faccio interviste, giro per articoli, invento storie con le parole mi trasformo. Dimentico e sfido i limiti, guardo gli interlocutori dritto negli occhi, voglio conquistarli, stabilire un contatto empatico. Non ho vergogna a tirare fuori le gambe mentre ieri ad una festa all’aperto non ho mai tolto un cappottino di cotone che ha nascosto agli altri invitati un bellissimo e femminile vestito fantasia.
Questo scorcio più o meno autobiografico, la scrittura modifica la realtà, conferma che i libri aiutano a vivere meglio. Ve ne consiglio due. “Londonstani” (Guanda) di Gautam Malkani e “On Chesil Beach” (uscirà a novembre per Einaudi) di Ian McEwan.
Per capire se gli autori potrebbero piacervi ecco cosa hanno detto sul personaggio letterario preferito (Malkani, fonte Vanity Fair) e sul mestiere di romanziere (McEwan fonte Io Donna).
Buona lettura.
Malkani: “Il Giovane Holden di J. D. Salinger mi ha fatto abbandonare il Nintendo per avvicinarmi ai libri. Ha avuto un potere enorme su di me.” Ndr: a Mantova l’ho intervistato e avevo preparato anche una domanda su Holden e la tradizione dei romanzi di formazione rispetto al suo libro che racconta di giovani alle prese con i problemi dell’adolescenza e dell’integrazione razziale. Non gliel’ho fatta, le interviste sono ‘a tempo’ e abbiamo parlato d'altro.
McEwan: “Forse gli scrittori sono come i politici. Continuano a scrivere ma non sapranno mai quale è stato il loro migliore romanzo. C’è di sicuro un declino ma non lo ammetterai mai. Proprio come i politici che resistono sempre più a lungo di quel che dovrebbero. Perché è difficile dire quando hai raggiunto il punto più alto. Potrebbe esserci ancora qualche altra cosa da realizzare fino alla perfezione. E tu ancora non l’hai fatta.”

di annarita at 10:09:00 Commenta: