19/09/2007

Parlarsi addosso (sui blog)

Ti chiedi perché ti abbia affascinato, giornalisticamente parlando, fin da quando ti terrorizzava in seconda serata con la toga e i bicchieri d’acqua che volavano tra gli ospiti.
Poi ascolti questa definizione: “la Rete è qualcosa al limite della lettera anonima”. E capisci.
Più tradizionale ma non meno interessante questo commento: “Che anche in Italia qualcosa stia cambiando? E' evidente che alcuni blogger, non tutti, contribuiscano alla formazione dell'opinione pubblica e influenzino l'agenda dei media. Il tema non è se siano o meno i "cani da guardia" del giornalismo o del potere. I blogger, indipendentemente dal fatto che siano o meno giornalisti, possono a volte compiere azioni di vero e corretto giornalismo. E quando questo avviene non resta che riconoscere la qualità delle loro azioni. Con piacere.”
Tra lo stile lettera anonima notato da Giuliano Ferrara nel blog di un famoso comico che forse ma non è sicuro vuole fare il politico famoso (fonte Ottoemezzo) e i blogger nei casi migliori giornalisti di Marco Pratellesi (fonte www.corriere.it) è evidente cosa scegli e non per motivi di tesserino. Il vantaggio di essere meno popolare del comico che forse ma non è sicuro vuole fare il politico è che puoi fare il cane da guardia senza preoccuparti di cosa dirà l’opinione pubblica o se non ne parleranno a Porta a Porta.

di annarita at 22:08:00 Commenta: