18/09/2007

Dai giornali (sulla necessità di schierarsi)

Ho apprezzato pur con qualche riserva “Gomorra” ma ho preferito non abbeverarmi pubblicamente alla fonte dello scrittore, non sfruttare il suo successo per ottenere celebrità riflessa. Ad oggi credo di averne parlato solo una volta inserendolo in un elenco di libri che avrei letto. In compenso blog e mezzi di informazione hanno spremuto Saviano come un limone e lui, da circa un anno sotto scorta, aveva altro da fare che contenere gli adepti o forse era contento della visibilità (chi scrive ha un grande ego, nessuno escluso). Celebri la copertina dell’allegato del Corriere, l’autore in primissimo piano, camicia rossa e i consueti anelli agli indici che tanto fascino esercitano sulle groupie letterarie, e il servizio del TG1 con Umberto Eco che invitava alla mobilitazione pro Saviano minacciato dalla Camorra.
Ieri il giovane autore ha confermato che quel che scrive può dare fastidio e non fare piacere, soprattutto a noi che in quelle terre siamo nati, ma è frutto di autentico interesse e senso civico. A Casal di Principe, scortato dalle forze dell’ordine e non intimidito dalla presenza tra il pubblico di esponenti delle famiglie criminali della zona da lui stesso più volte accusati, ha invitato nuovamente alla ribellione: “Il silenzio che troppo spesso ha coperto queste dinamiche in questa terra è un silenzio colpevole, che ha lasciato sole moltissime persone. Occorre che questo silenzio venga riscattato.”
In serata, ospite in diretta al TG1, alla domanda “come si può sconfiggere la Camorra” ha risposto: “Raccontando, schierandosi, dicendo da che parte si sta.”
Io sto dalla parte di Saviano.

di annarita at 07:00:00 Commenta: