11/09/2007
Festivaletteratura/5 (sulle quote)
L'ultima sera del festival ha visto la sfida a distanza tra il Premio Nobel Orahn Pamuk e il genio degli scacchi Boris Spassky non nel senso che i due si siano seduti l'uno di fronte l'altro e abbiano giocato una partita ma sono andati in scena in contemporanea in posti diversi. In Piazza Leon Battista Alberti Spassky ha sfidato ventiquattro scacchisti più o meno dilettanti, ce n'erano di bravi, e li ha battuti tutti tranne due ai quali ha concesso l'onore di accettare un pareggio. Voi direte, su ventiquattro ci sarà pure stata una donna capace di scambiare qualche mossa con il campione. Vi sbagliate. Tutti uomini contro un uomo. Per onestà segnalo che chiunque avrebbe potuto iscriversi, anche questa volta è un po' colpa nostra.
Il concetto 'le donne non si fanno valere abbastanza' è stato ripreso durante la conferenza stampa finale. Facendo un bilancio della manifestazione ho notato, e non sono l'unica, che la presenza maschile è preponderante. Le autrici sembrano una minoranza silenziosa. In conferenza stampa ho chiesto spiegazioni agli organizzatori sperando che mi avrebbero smentito invece una di loro ha risposto: "Da donna sono contraria a ragionare per quote. Le donne dovrebbero farsi avanti." Che è una cosa bella e progressista da dire ma sappiamo che le barriere di ingresso e di carriera nel mercato del lavoro prevedono una certa selezione sessuale, a favore di chi non mette le gonne.
Propongo un festival letterario con ospiti solo donne mentre gli uomini ci portano da bere e ci massaggiano i piedi se siamo stanche.