Dal Festivaletteratura/4 (awards)
I bagagli sono pronti, l'emozione da sala stampa non è diminuita, anzi.
Per gli articoli datemi il tempo di tornare al sistema operativo che mi è più congeniale anche se mi sto appassionando al Mac.
Se detestate le liste dei ringraziamenti un po' sdolcinati non leggete il resto del post.
Nathan Englander, l'ho praticamente seguito per giorni e mi ha fatto una dedica molto bella sul nuovo romanzo "Il Ministero dei casi speciali" (Mondadori). Le prime pagine funzionano.
I giallisti Crais, Lehane, Connelly e Pelecanos, bestselleristi ma soprattutto persone simpatiche e interessanti.
Colum McCann, uno che a ventun anni decise di trasferirsi in America da Dublino per emulare Kerouac e Ferlinghetti e che a Mantova non si è mai tirato indietro. Si tratti di presentare giovani scrittori o sfidare a scacchi quel genio di Boris Spassky.
Vikram Chandra. Alle feste tendo a fare tappezzeria, è un retaggio degli anni bui dell'adolescenza. Ho conosciuto Mr Chandra alla vernice di Vanity Fair, inaugurazione di una mostra fotografica sugli scrittori. Mi aggiravo un po' spaesata senza neanche potermi nascondere dietro un bicchiere di champagne (sto facendo una cura che è meglio non mischiare con l'alcol). Abbiamo chiacchierato di temi per nulla banali, ha una grande carica umana che risalta nel confronto con quelli, pochi, che si danno troppe arie.
Qiu Xiaolong, abbiamo fatto un'intervista che va dai gialli ambientati nella Shangai anni '90, scritti benissimo, alla censura e ai prossimi giochi olimpici. Leggerete.
Gautam Malkani, rivelazione della letteratura inglese, grande classe e molte idee che in parte sono diventate "Londonstani" (Guanda). Prima di intervistarlo ho letto che odia gli articoli nei quali si parla di lui e non del libro. Ho cercato di accontentarlo. Leggerete.