02/09/2007
Uomini/2 Elio Germano (sul giornalismo/2)
Riccardo Scamarcio sembra già di un'altra era. Le ragazzine che in un cinema del centro di Roma all’anteprima di un film o in Piazza Duomo a Milano durante una trasmissione di MTV gli regalavano indumenti intimi forse stanno già mettendosi sulle tracce del nuovo Giovane Attore Italiano in un mercato cinematografico che se all’estero permette ai divi di crescere, e di fare i capricci (cfr post su George Clooney), da noi cerca di bruciarli spremendoli sullo schermo e soprattutto fuori come limoni.
Elio Germano è l’icona cinematografica del momento. Indenne dopo un film di Virzì non del tutto riuscito e interprete raffinato di opere autoriali si prepara a diventare poster per adolescenti e fotografie nei giornali di gossip. A Venezia ha presentato un lavoro che prescindendo dal titolo a rischio di scivolone linguistico (Nessuna qualità agli eroi) è andato sulla stampa per una scena di nudo con erezione. Trafila già toccata a Stefano Accorsi. Il nudo veneziano di qualche anno fece discutere più del relativo film strampalato e confuso e alleviò in parte le spettatrici paganti.
Germano non ha gradito che i giornalisti (è sempre colpa loro!) si permettessero, probabilmente su suggerimento dell’ufficio stampa del film, di anticipare la scena di nudo con erezione invece di dissertare sulla sua ovviamente mirabile interpretazione. A Venezia ha gradito ancor meno che i giornalisti del Giornale e del Messaggero, critici cinematografici d’esperienza e non dilettanti, osassero pubblicare una sua dichiarazione che nei lettori più attenti avrebbe potuto insinuare dubbi sul risultato finale del lavoro presentato senza troppi applausi alla Mostra.
Intanto Valerio Mastandrea perfettamente vestito riscuote l’ennesimo successo con un film low cost su un chitarrista punk in crisi d’ispirazione che torna nella provincia natia.
02/09/2007
Uomini/1 George Clooney (sul giornalismo/1)
Passi presentarsi alla Mostra di Venezia con la barba non fatta tanto con quella faccia può fare (quasi) tutto.
Passi farsi intervistare da Vincenzo Mollica e dare giudizi sulla politica italiana che neanche Panebianco. “Sono contento che al potere ci sia Prodi anche se non ha ancora fatto le cose che la gente si aspettava. Veltroni è uno dei maggiori leader politici MONDIALI. Berlusconi è come le multinazionali, rappresenta tutto quello contro cui lotto.”
Passi che i suoi film sono meno famosi della sua villa di Laglio e dei suoi flirt, molti pilotati ad arte, Hollywood è un covo di vipere e la calunnia un venticello.
Ma non rispondere e con tono stizzito mandarla chissà dove ad una giornalista, no. Lei provocatoriamente, è il mestiere, gli ha fatto notare che mentre sullo schermo interpreta un eroe che lotta contro le multinazionali nella realtà è testimonial di una marca di caffé solubile di proprietà di una multinazionale contestatissima. George Clooney, completo griffato senza che sembri tale sui toni del blu e del nero come si usa ora, ha tentato di far capire che non aveva capito la domanda poi ha chiesto la next question, ha staccato il microfono della sala conferenze e ha borbottato qualcosa di incomprensibile contro la giornalista. Curiosità: lei è italiana e l’episodio ha fatto molto scalpore. Se cercate online trovate il video.