11/05/2007
In diretta dalla Fiera del Libro / secondo giorno
Giornata intensa, dedicata alla spiritualità.
Sua Eminenza Camillo Ruini ha tenuto una coltissima lectio magistralis su “Teologia e cultura. Terre di confine” tra misure di sicurezza notevoli, ho individuato decine di bodyguards, e il solito spettatore un po’ matto che deve dire la sua, nel caso specifico chiamando il Vicario Generale del Santo Papa per
Giovanni Lindo Ferretti, un passatto di idelogo filosovietico, movimentista nomade e cantante punk, ha presentato il libro autobiografico “Reduce” (Mondadori) che narra un doppio ritorno: sulle Alpi Apuane, nella casa natìa, e alla religione cattolica, dapprima confusa nell’Ideologia per poi ritorvarla, decenni dopo, in Mongolia grazie alla musica di una sciamana. Quei suoni gli fecero venire voglia di tornare a casa, di riappacificarsi con la madre che al momento opportuno decise di farlo nascere, di non abortire. Per quaranticinque anni, ha detto, non si sono sfiorati, avevano idee diverse, ma si sono ritrovati in tempo.
Per stemperare questo carico di emozioni
In Fiera è evidente che se hai scritto un libro e non hai un booktrailer non sei nessuno. Come sa bene Stas’ Gawronski, giornalista di Rai Educational, che con Cult Book ne ha prodotti molti e, non dovrei dirlo perché lui sembra uno che si piace molto, i booktrailers che ha fatto vedere sono interessanti.
Cos’è un booktrailer nel prossimo aggiornamento.
La frase del giorno, bella nella sua semplicità (non sono ironica) è di Alain Elkann, gran classe e savoir faire: “Il problema con la lettura è che ci sono moltisismi libri ma ci sono anche moltissimi bambini, futuri lettori.”
Più figli più libri.
11/05/2007
In diretta dalla Fiera del Libro / Dario Fo
Ci vorrebbero molte più parole di quelle che conosco per raccontare Dario Fo.
Elegantissimo in un completo color crema coloniale, con tanto di panama, si è raccontato al pubblico numeroso e ad un insolitamente mansueto Michele Serra.
Il famoso Premio.
A dieci anni dal Nobel per la Letteratura non perdona i suoi detrattori, anzi, quando li ha incontrati ha scoperto che non conoscevano le sue opere né lo avevano visto a teatro o in televisione. A dieci anni dal Nobel è ancora più convinto che abbiano fatto bene a premiarlo.
La religione.
Il Vangelo è pieno di humour, è una pantomima straordinaria.
La recitazione.
Ha cominciato recitando a soggetto. Le prime storie erano racconti dal Lago Maggiore, avventure di pescatori e soffiatori di vetro con le quali intratteneva i passeggeri del treno per Milano, dove arrivava senza voce.
Il disegno e la pittura.
Appassionato del Mantegna, per la fisicità e ironia, si diverte a falsificare famose opere d’arte e a confondere gli amici che non riescono a distinguere i quadri originari, che anche possiede, dalle copie. Una specie di satira sulla conoscenza. Molto radical chic, no?
I libri che ama.
Su tutti I viaggi di Gulliver.
Le botteghe.
Le botteghe moderne sono le università inglesi e americane. Lui ha studiato a Brera, in modo libero, saltando da un’aula all’altra. Allora, nella Milano del dopoguerra, non c’erano molti divertimenti se non la gioia di parlare e ascoltare. Oggi c’è l’angoscia di trovare un lavoro, anche gratuito, senza la possibilità di provare mestieri diversi. Fa l’esempio di chi insegna all’università ma non è retribuito.
La politica.
E’ percepita come distribuzione di potere e corruzione del mercato del lavoro. Nessuna fiducia nei politici. Ad eccezione di sua moglie, Senatrice.
La televisione.
E’ gestita da personaggi incompetenti, privi di cultura e di fantasia, bravi però a leccare il …
La satira.
Ironia, grottesco, sarcasmo, allegoria, leggerezza. Tutto questo è satira, senza regole se non di risparmiare i più deboli, tali, dice, non per colpa loro.