28/04/2007
Avviso ai naviganti
Prossimi aggiornamenti tra qualche giorno con la seconda puntata su Richard e Shilpa (Richard, ti salverò!), importanti manifestazioni letterarie, il femminismo che riscopre quanto sia bello cucinare, il concerto del MITO simbolo di tutte le generazioni no direction home (un indizio: si chiama Bob) e molto altro. PS segnalo ai lettori che alcuni commenti mi arrivano in ritardo, scusate, sembra che non risponda ma non è così! La grafica dei commenti stessi è, a voler essere buoni, surrealista, piena di punti interrogativi (metaforici?) al posto delle vocali accentate.
Sotto trovate un aggiornamento fresco di ‘stampa’ sullo scrittore Jonathan Safran Foer (ah, se ne parleremo ancora).
Buon ponte.
Idee e suggerimenti per un blog più carino?
28/04/2007
Da un libro (sul mestiere di scrittore)
“Ogni cosa è illuminata” (Guanda) è il primo romanzo di Jonathan Safran Foer, incluso dalla rivista Granta nei ventuno scrittori per il ventunesimo secolo. Particolare meraviglioso: nei ventuno c’è anche sua moglie, la brava Nicole Krauss (ah, se ne parleremo).
La trama. I protagonisti viaggiano nella Storia, su più livelli.
Livello numero 1: un giovane americano, talmente alter ego dell’autore da chiamarsi anche nel romanzo Jonathan Safran Foer, va in Ucraina alla ricerca di Augustine, colei che, forse, ha salvato suo nonno dai nazisti. Le uniche informazioni sono una foto ingiallita, con dietro una frase del nonno su Augustine che gli ha fatto pensare ad una possibile relazione sentimentale tra i due, e i nomi dei paesini ucraini nei quali si svolsero gli eventi.
Livello numero 2: lo accompagnano nella ricerca di Augustine, che dalle prime pagine sembrerebbe essere stata infruttuosa, Alex, un coetaneo ucraino studente universitario di inglese costretto dal padre, titolare dell’agenzia di viaggi che ha organizzato la trasferta dell’americano, a fargli da interprete, il nonno di Alex, che si crede cieco ma non lo è, e una cagnetta depravata, puzzolente e dal nome assurdo: Sammy Davis Junior Junior. Alex e Jonathan diventeranno amici, i loro dialoghi e le lettere che il primo scrive al secondo valgono il prezzo di copertina. Dettaglio non irrilevante: anche Alex sembra un alter ego dell’autore, che svela una personalità molto sviluppata.
Livello numero 3: Trachimbrod è il fantasioso paesino ucraino dove si rifugiò il nonno ebreo del Jonathan del romanzo durante la guerra. Nel libro troverete tutta la sua storia, a partire dalla fondazione, il 18 marzo 1791, quando un certo Trachim annegò nel fiume Brod. Possiamo affermare che l’autore, oltre ad avere ego, che può sempre essere utile, ha molta fantasia.
Torniamo al livello di narrazione numero 1. Prima che cominci la ricerca. Alex, Jonathan, il nonno di Alex e la cagnetta sono a cena in un ristorante di Lutsk. I giovani parlano del lavoro dei sogni. Alex è indeciso se fare lo scrittore o il commercialista, Jonathan sta scrivendo un libro su quel viaggio. Leggete cosa si dicono, ricordando che il primo è straniero e il dialogo è in inglese.
Alex Hai già pubblicato dei libri?
Jonathan No, ma sono ancora molto giovane.
A. E racconti li hai pubblicati?
J. No. Be’, sì… un paio.
A. Come sono intitolati?
J. Lascia perdere.
A. Questo è un titolo di prima classe.
J. No. Volevo dire proprio lascia perdere.
A. Io avrei molta felicità di leggere i tuoi racconti.
J. Probabilmente non ti piacerebbero… Non piacciono neanche a me. Sono esperimenti.
A. Perché vuoi scrivere?
J. Non so, Una volta pensavo che fosse la mia vocazione. No, non l’ho mai pensato invece. E’ una frase fatta.
A. No, non è vero. Io sento veramente che sono nato per fare il commercialista.
J. Beato te.
A. Forse tu hai la vocazione di scrivere?
J. Non so. Magari. E’ un modo di dire orribile, volgare… E’ così difficile esprimersi… Io mi voglio esprimere… Sto cercando la mia voce.
A. E’ dentro la tua bocca.
…
A. Tu scrivi perché hai qualcosa da dire?
J. No.
Il romanzo d’esordio di Safran Foer è stato giudicato benissimo dalla critica che ha accolto questo giovane intellettuale ebreo, nato nel ’77 a Washington, nell’esclusivo club delle star della Letteratura Americana, ovvero vendita dei diritti cinematografici e anticipi a molti zeri garantiti e un tot di stravaganze e iniziative bizzarre concesse. Il film tratto da “Ogni cosa è illuminata” però è passato quasi inosservato nel tritacarne hollywoodiano.
Il secondo libro dell’autore, “Molto forte, incredibilmente vicino” (Guanda), è piaciuto un po’ meno penalizzato dal clamore dell’esordio e, forse, dal successo che ha avuto “La storia dell’amore” (Guanda), secondo romanzo di sua moglie, Nicole Krauss. I critici americani, cattivelli, si sono divertiti a confrontare i due lavori, usciti nello stesso periodo, scoprendo trame simili e oggetti comuni alle narrazioni: una specie di messaggio d’amore in codice, dico io, una specie di gioco post moderno, hanno scritto, un po’ sdegnati e con scarso senso dell’umorismo, gli addetti ai lavori.
Valutazioni intellettuali a parte, Safran Foer è un autore da seguire con grande attenzione. Non so dire se “Ogni cosa è illuminata” sia un CAPOLAVORO, certo si tratta di un bel libro, sperimentale e innovativo, che va letto con entusiasmo e pazienza. L’inizio, in un linguaggio da straniero con la voce di Alex, ucraino che studia inglese e sogna di diventare commercialista in America, scoraggerebbe chiunque, ma non noi.