12/04/2007

Sempre meglio che lavorare (dalla tv alla redazione)

Che il giornalista fosse un lavoro molto ambito lo sapevamo già. Che alcuni giornalisti potessero prendere parte a spettacoli ridicoli per mettersi in mostra, anche. Che si potesse trovare posto in un giornale prestigioso con un reality, modello Amici di Maria De Filippi, lo abbiamo scoperto leggendo il sito di n+1, semestrale di tendenza edito dallo scrittore americano Benjamin Kunkel. Poiché dall’America prendiamo molti spunti vi spieghiamo in ANTEPRIMA ASSOLUTA come si diventerà giornalisti anche in Italia, altro che gavetta, bienni di articoli, esami, Ordini e scuole di scrittura.
I’m from Rolling Stone è andato in onda sull’MTV americana e ha utilizzato i meccanismi tritacarne del reality, e molte telecamere, per trovare una persona da inserire, all’inizio temporaneamente, nella redazione dell’omonimo e patinatissimo mensile, preoccupato di piacere tanto ai giovani.
Su n+1 Michelle Chihara, autrice del programma, ne ha raccontato il dietro le quinte. All’inizio cercavano concorrenti, sei su oltre settecento candidature, che sapessero scrivere ma quelli dotati di tale capacità detestano le telecamere, di fronte alle quali hanno reagito con provini monosillabici o fissando intensamente i lacci delle scarpe. Allora sono passati a ‘qualcuno che sappia scrivere ma che sia anche telegenico’.
Ecco la bionda californiana, più groupie che giornalista, approdata dopo lo show ad una rivista sul ping-pong (giuro che è vero). La nera tosta e aggressiva che però, intervistando sul red carpet un famoso cantante, gli ha chiesto del pezzo di un altro (un cantante per essere famoso deve avere senso dell’umorismo? conoscete la risposta e potete immaginare la sua reazione). Il diciannovenne carino rivelatosi troppo inesperto di musica e scrittura per lavorare a Rolling Stone: è tornato all’università ma gli editori gli hanno promesso che si terranno in contatto. La ventitreenne di origine filippina, Krishtine, nata nel ghetto, esperta di hip hop e disposta a tutto pur di entrare in quella redazione. I suoi pezzi sono stati gli unici, tra quelli dei concorrenti, ad essere pubblicati su carta e non solo sul sito e sul blog della rivista. Il bello del gruppo, Peter, da Sydney. Specializzato in Sociologia a Berkeley con una borsa di studio per meriti sportivi, gareggiava nella squadra di atletica. Pur essendo poco esperto di giornalismo si è rivelato un gran lavoratore e, dicono, un baciatore ancora migliore. E Russell Morse, la vera star dello show. Convinto che una vita spericolata aiuti a fare il giornalista ha passato più tempo davanti alle telecamere sbronzo che sobrio, ha flirtato con chiunque, è andato in ufficio ad orari per così dire flessibili e vestito in modo improbabile. Sembra quello più bravo. Attualmente, tra un drink e l’altro, sta scrivendo un libro, ne sentiremo parlare?

Il posto nel mensile se lo sono conteso Krishtine e Peter: secondo voi, nel Paese che vuole essere il luogo dove realizzare i sogni, chi ha vinto, l’outsider o il perfettino?
Gli ascolti sono stati deludenti: ‘MTV avrebbe dovuto pubblicizzare il programma come una specie di Il diavolo veste Prada, ha detto la Chihara. Mah.

Arriverà sull’MTV italiana Sono del Corriere della Sera? Per la professione, inquinata dalle marchette, un po’ decadente e sovraffollata, potrebbe essere la ciliegina sulla torta. O uno stimolo a reagire con la bella scrittura.

Fonte: I’m from I’m from Rolling Stone di Michelle Chihara www.nplusonemag.com

di annarita at 20:42:00 Commenta: