04/03/2007
Sull'annuario del Mucchio / 2 Niccolò Ammaniti
Sull'annuario del Mucchio c'è anche Niccolò Ammaniti, Come Dio comanda, Mondadori, Euro 19, pp. 495
L’eroe quasi positivo del nuovo romanzo di Ammaniti è Cristiano Zena: tredici anni, alto con i piedi lunghi e i capelli scomposti, un ragazzino come tanti, a parte l’estrema povertà, che si troverà a scegliere tra l’abisso e la salvezza. Il finale è aperto.
Nell’incipit Rino sveglia all’alba il figlio Cristiano e lo costringe ad uscire al freddo per sparare ad un cane troppo rumoroso. L’ambientazione è apocalittica. Una pianura di villette e fabbrichette dominata da carenza di amore, lavoro e cultura. I desideri sono legati alla roba di verghiana memoria: se non hai soldi puoi solo sfogarti distruggendo la moto di quello che piace alle ragazzine o farti di droga e alcol. Ovviamente il cane, colpevole di trovarsi nel mobilificio dove lavorava Rino poi licenziato, fa una brutta fine e il tredicenne la mattina dopo, andando a scuola, passerà davanti al suo corpo congelato senza provare rimorso. Danilo, ubriacone abbandonato dalla moglie dopo la morte della loro unica figlia, Quattro Formaggi, clinicamente malato di mente, e Rino, convinto che la violenza sia la soluzione a tutto, si occupano a loro modo di Cristiano e, alla fame, progettano lo sconclusionato scassinamento di un bancomat. La notte del colpo, sotto la tempesta del secolo, uno dei protagonisti, non sveliamo chi, incontrerà nel bosco qualcuno indifeso (ricordate Cappuccetto Rosso?) e non essendo questo libro una favola potete immaginare chi avrà la meglio. Sullo sfondo una quantità di personaggi, l’atmosfera è quella di Ti prendo e ti porto via: tutti vorrebbero l’aiuto di Dio, tirato in ballo fin dal titolo, e tutti sembrano non sapere di cosa parlano quando parlano di religione.
I miti di Rino sono, non a caso, Al Pacino e Robert De Niro: riescono a raccontare la vita di merda della gente comune come nessun altro. E’ una dichiarazione poetica: Ammaniti si conferma un autore capace di scendere negli inferi dell’umanità.
Biografia Valerio Evangelisti ha scritto molti libri, iniziate da quelli con Eymerich nel titolo. Nic cita Stephen King, La tempesta del secolo (Sperling Paperback). Suggeriamo anche la raccolta di racconti Stagioni diverse (Sperling Paperback), in particolare leggete Il corpo (al cinema Stand by me): le avventure di quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo in un’estate indimenticabile. Sempre in tema noir di formazione Marisha Pessl, Teoria e pratica di ogni cosa (Bompiani): una ragazzina sveglia indaga su un misterioso suicidio (o omicidio?).
Nic è riservato, esperto di videogiochi, tradotto in non si sa quante lingue. A chi lo etichetta come cannibale risponde fregandosene e continuando a fare quello che gli piace. Sito: www.niccoloammaniti.com.
Letture consigliate
04/03/2007
Sull'annuario del Mucchio / 1 Tom Wolfe
Sull'annuario del Mucchio c'è anche il grande Tom Wolfe, Io sono Charlotte Simmons, Mondadori, Euro 22, pp. 784
Sparta, provincia montanara in Alleghany County, è lontana anni luce dalla Dupont University of Pennsylvania, Olimpo della cultura universitaria americana dove la crème della gioventù studia da classe dirigente senza trascurare party e scorribande sessuali.
Jojo, unico giocatore bianco del dream team di basket, quando la vede la prima volta, ad una lezione di francese che si rivelerà poco avanzata per il genio Simmons, le dice “sei pura”.
Il libro è la lotta tra tentazione e purezza. Charlotte resterà pura o cederà a campioni dello sport, membri di confraternite snob e misogine, giornalisti in erba, compagne di stanza dedite alle conquiste sessuali più che allo studio?
In primo piano, come in ogni libro di Wolfe, la questione razziale e di classe. Non bianchi contro neri ma il ritratto implacabile di una società, quella americana, dove i neri si riscattano con lo sport. Jojo, campione bianco, sarà surclassato da un nero secondo il pregiudizio al contrario che i neri giocano meglio a basket. Non ricchi contro poveri ma una Dupont, che in realtà si chiama Harvard, Stanford, Yale, Duke, dove gli studenti sono accettati dal gruppo solo se in possesso di molti soldi e di un’alta propensione all’approfondimento sessuale. Charlotte, entrata alla Dupont con una borsa di studio senza aver mai fatto l’amore, è la classica eroina nel romanzo di formazione, può raggiungere le stelle o inabissarsi nell’emarginazione.
Wolfe, il cui ritratto dell’Università è sembrato all’America intellettuale anacronistico, copiato da Animal House e poco postmoderno, resta, proprio in virtù della sua età, un grande scrittore con uno stile perfetto e al tempo stesso godibile. Difficilmente, dopo le prime venti pagine, riuscirete a disinteressarvi di Charlotte, a non tifare per le sue conquiste. Se però cercate il lieto fine, cambiate autore. Per Wolfe, realista “balzachiano”, la vita non è un party.Biografia
Tom Wolfe è nato nel
Letture consigliate
Bret E. Ellis, Meno di zero (Einaudi): studenti di Los Angeles in vacanza dal college con tanto sesso, droga e perversioni. Più vicina alle atmosfere dell’ultimo Wolfe l’esordiente Curtis Sittenfeld, Prep (Rizzoli): una quattordicenne si trasferisce dalla provincia americana in un prestigioso liceo dove sperimenterà le insicurezze e i tormenti dell’adolescenza. Tra gli italiani segnaliamo Jack Frusciante è uscito dal gruppo (Baldini Castoldi Dalai) di Enrico Brizzi e Due di due (Bompiani) di Andrea De Carlo. Tutti questi autori sono epigoni di J.D. Salinger ma i vattelapesca di Il giovane Holden (Einaudi) restano inimitabili.