02/03/2007

Grazia / 8 GSI ovvero Giovani Scrittori Italiani

La raccolta di esordi narrativi Voi siete qui (Minimum Fax) è stata presentata al Circolo dei Lettori di Torino con la formula bookparty, in perfetto stile Baricco che con il BookStock (night rave di letture, musica e libere contaminazioni) ha reso inevitabile l’uso del suffisso book per manifestazioni che aspirino al lit-glam. Possiamo anticipare che alla prossima Fiera del Libro Lapo, uno di quelli che teniamo d’occhio, si occuperà dei laboratori creativi del Bookstock Village, lo spazio per i giovani da zero a vent’anni, e della sezione cinema: le vendite dei libri potrebbero essere risollevate puntando sulla letteratura per neonati e sui registi, talvolta più fotogenici degli scrittori, i quali però avranno a disposizione un’area della Fiera, una specie di riserva indiana, purché non diano troppo fastidio.

Ieri sera, invece di vedere il Grande Fratello, mi sono lanciata nella mondanità editoriale che mi ha ricordato la vita agra e dolce di quando abitavo a Roma. I GSI (Giovani Scrittori Italiani) sono carini, vestiti casual, apparentemente sicuri di sé. Hanno dai venti anni in su, provengono in gran parte dal web, piaccia o no ai puristi, e sembrano puntare su temi alti: l’omosessualità e i suoi effetti sociali (Marco Di Marco); lo sbarco dei clandestini a Lampedusa dal punto di vista di un cantante di pianobar (Maura Gancitano); il pugilato come un rap, sulla scia di Baricco e Pietro Grossi (Tommaso Giagni); il suicidio in diretta tv di Paris Hilton, metafora dell’alienazione moderna (Giancarlo Liviano D’Arcangelo); le inquietanti ossessioni di una donna che conserva parti organiche dei suoi familiari, un dente, capelli, cibo masticato (Giorgio Vasta); il reportage in stile Gomorra sullo scasso di Poggioreale, un quartiere di Napoli dove sembra che le attività illecite, nel caso specifico ‘truccare’ le macchine della camorra per fregare le forze dell’ordine (da segnalare il copritarga), facciano la loro parte per non smentire la bella immagine della città (Piero Sorrentino). Questi gli autori presenti a Torino: in un buio illuminato ad arte hanno letto frammenti di racconti, quasi con timidezza e a quale velocità!

Ovviamente il reportage di ambientazione napoletana mi ha colpito. Ne ho parlato con l’autore che rivendica l’amicizia con Roberto Saviano ma anche l’originalità della sua scrittura.

Non abito a Napoli da un tempo sufficiente per ignorare le dinamiche intellettuali di una città bellissima e sempre sull’orlo dell’abisso. Il fatto che questi navigati esordienti vogliano, a loro rischio e pericolo e con una certa conoscenza del mercato editoriale che apprezza il brand Napoli, approfondire tematiche sociali, fare inchieste, è apprezzabile e non è un caso che Sorrentino e Saviano si confrontino, si nutrano degli stessi stimoli. Il reportage ossimoricamente torna di moda per merito di trentenni cresciuti nell’era del giornalismo da agenzie di stampa: il culo in redazione e il mondo secondo Internet in offerta speciale.

Resta il dubbio, da persona informata dei fatti, che Napoli sia anche altro. Mi piace pensarla come la ferita a morte di Raffaele La Capria (maestro, modello inimitabile, icona). Mi piace credere che ci sia spazio nella narrativa italiana per quei toni e colori, per le nuotate e le notti in Costiera, le superbe pizzette di Moccia (Ndr: è una pasticceria del centro) ma anche la difficoltà di realizzare se stessi che costringe molti di noi ad emigrare, seppur con una valigia firmata.

 

 

 

Nota di colore / 1: il buffet pre reading è stato all’altezza dei migliori cenacoli intellettuali.

Nota di colore / 2: ho letto nella rubrica di Aldo Grasso che la Bignardi ha organizzato “una seratona colta anzi coltissima” per presentare il libro nella sua trasmissione. Ha notato che alcuni esordienti hanno facce più televisive di quelli del Grande Fratello…
di annarita at 07:00:00 Commenta: