05/07/2006
Marsilio X sul Mucchio
Per gentile concessione dell'editore pubblico l’articolo che ho scritto per il numero di luglio agosto del mensile "Mucchio", noto anche come "Il Mucchio Selvaggio" - www.ilmucchio.it
Marsilio Editore, 200-250 titoli l’anno e un catalogo di oltre 4.000 titoli, ha presentato alla Fiera del Libro di Torino Marsilio X, nuova collana di narrativa italiana con possibili aperture a scrittori stranieri.
Per approfondire propositi ambiziosi quali “scoprire il volto ancora sconosciuto della letteratura di domani … perché se la letteratura non è ricerca, innovazione, azzardo, non è nulla” abbiamo incontrato alla Fiera del Libro Jacopo De Michelis, uno dei curatori della collana.
Iniziamo dal nome, cosa vuol dire Marsilio X?
Si tratta di una collana con caratteristiche particolari. Innovativa per la presenza di tre curatori, oltre me Errico Buonanno e Chiara Gizzi, che garantiscono scelte collettive, frutto di dibattito e convergenza di punti di vista. Abbiamo voluto creare un osservatorio sulla narrativa italiana e straniera. E innovativa nel nome, identificato con un simbolo grafico per renderla riconoscibile. Per una collana di ricerca la X rappresenta l’incognita nell’equazione, il punto sulle mappe dove è nascosto il tesoro, in questo caso rappresentato da nuovi testi letterari.
Marco Bacci, Supervita, e l’esordiente Nino G. D’Attis, Montezuma airbag your pardon, sono i primi titoli in libreria: perché iniziare con autori italiani? per un risparmio di costi (ad esempio non è necessaria la traduzione)?
Partiamo con narratori italiani perché abbiamo il polso diretto della situazione, il nostro mercato editoriale è meno ampio di quello mondiale, è più facile da tenere sotto controllo, ma non escludiamo di pubblicare autori stranieri.
“Se la letteratura non è ricerca non è nulla”, me lo spiega meglio?
Non ci riferiamo alla ricerca in senso avanguardistico, élitario, di chi si ritiene “troppo avanti e quindi nessuno mi capisce” ma alla sperimentazione di nuovi modi di narrare destinati al pubblico. Su Nazione Indiana – sito di letterati dove polemizzano un po’ su tutto – si è discusso della “marginalizzazione della letteratura”. Secondo me tale marginalizzazione deriva dal fatto che gli italiani non leggono, più del 50% della popolazione non legge libri. In questo contesto gli scrittori di best seller, come Joanne Kathleen Rowling – autrice della saga di Harry Potter - e Stephen King, hanno il merito di non fare perdere ai lettori l’abitudine di leggere. La ricerca di modi nuovi di raccontare storie non può prescindere dalla necessità di intrattenere il pubblico senza sfidarlo a scalare vette stilistiche impervie.
In base alla sua esperienza di editore, per Marsilio cura anche la collana noir Marsilio Black, come valuta la letteratura italiana contemporanea?
Credo che occorra sprovincializzare filoni letterari nazionali autistici fatti da libri che non hanno seguito, che non riescono ad uscire dal circuito di addetti ai lavori per raggiungere il pubblico.
In Marsilio X abbiamo pubblicato autori italiani che si confrontano con esperienze letterarie straniere, in particolare americane. Marco Bacci è uno scrittore con uno stile poco italiano, di ottima qualità, essenziale, rigoroso, funzionale alla narrazione, una scrittura non compiaciuta che non prende il sopravvento sul racconto. Per Nino G. D’Attis, come da quarta di copertina del libro, i riferimenti letterari e stilistici potrebbero essere Bret Easton Ellis e Irvin Welsh.
In questo contesto di italiani che non leggono ma acquistano i libri in edicola e affollano qualsiasi manifestazione culturale (purché si chiami Festival o Fiera) come si colloca Marsilio X?
Un anno e mezzo fa, nell’ambito di una ristrutturazione della casa editrice, abbiamo avuto l’idea di lanciare una collana di narrativa che puntasse a dare spazio a giovani autori italiani, una letteratura non necessariamente fatta da giovanissimi ma “nuova”. Accanto ad autori esordienti la collana accoglierà scrittori sperimentati che vogliano raccontare storie con un nuovo stile. Nella letteratura italiana le barriere anagrafiche sono cadute, si stupirebbero i lettori solo pubblicando un seienne. Marsilio X ambisce ad essere una collana con un nuovo approccio alla letteratura e tutti gli autori pubblicati portano una parcella di novità nella narrativa italiana.
Puntate ad essere innovativi nel nome, nel contenuto e sembra di capire anche dal punto di vista grafico, ci racconti come avete scelto le copertine delle prime pubblicazioni.
Le copertine dei libri di Bacci e D’Attis, e di una quarta pubblicazione che uscirà a fine anno o ad inizio del prossimo anno, sono nate da un concorso organizzato in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia aperto agli studenti del “Laboratorio di design editoriale”. I progetti grafici vincitori del concorso, realizzati o in fase di realizzazione, hanno la caratteristica di essere centrati sui libri senza avere elementi in comune eccetto il logo. La finalità didattica è di sperimentare nuove metodologie di interazione tra progettista e committente, tra scuola e azienda.
Informazione di servizio per gli aspiranti scrittori: se vi sentite innovativi, nel senso spiegato da De Michelis, mandate i manoscritti (l’indirizzo è sul sito della casa editrice). No perditempo.
