09/06/2006
XIX Fiera Internazionale del Libro di Torino
Per gentile concessione dell'editore pubblico l'articolo sulla XIX Fiera del Libro di Torino che ho scritto per il numero di giugno del mensile "Mucchio", noto anche come "Il Mucchio Selvaggio" - www.ilmucchio.it
L’Editoria torna a fare se stessa
Addetti ai lavori, organizzatori e pubblico sono d’accordo: l’Editoria con la XIX Fiera del Libro di Torino è tornata alle origini, quasi assenti i comici, i volti televisivi e i dibattiti su cosa si intenda per noir. Godiamoci questo momento prima che i concorrenti del Grande Fratello scrivano libri e riempiano le sale del Lingotto.
Una Fiera modello Francoforte con l’ampliamento dell’area riservata agli operatori professionali per lo scambio di diritti letterari e cinematografici. Notevole la presenza di agenti stranieri e numerose le presentazioni di film tratti da libri: Mi piaci da morire di Federica Bosco (Newton & Compton), Notturno bus di Giampiero Rigosi (Einaudi Stile Libero), il reportage Scrivere New York curato da Minimum Fax e andato in onda su Cult Network.
L’effetto Olimpiadi ha pesato, Torino è di moda e anche in questo caso chi può se la gode.
Il fascino della Fiera è il circo rumoroso, puzzolente e sovrabbondante della comunità di lettori scrittori con sempre maggiore difficoltà a distinguere chi fa cosa ai tempi di blog e pubblicazioni a pagamento. Il nuovo sito WUZ, sostituto di librialice, esordisce con il progetto TuttiAutori sottotitolo pubblica il tuo libro (pagando).
Gli autori
Amitav Ghosh, Circostanze incendiare (Neri Pozza), ha inaugurato la Fiera dei grandi nomi. Nato a Calcutta, studi a Oxford, vive a New York e in India. Antropologo, si dedica alla scrittura con romanzi e reportage dai focolai del mondo. Le persone e i personaggi sono al centro della narrazione: “il mio interesse fondamentale è nelle persone che vogliono raccontare storie, vogliono essere ascoltate. In India ci sono tante storie da essere raccontate, è una tentazione dalla quale non si puo’ scappare”.
Pur utilizzando l’inglese e vivendo in America si sente profondamente indiano e per spiegarlo cita Gandhi che considera l’India fonte di un modo di analizzare cosa fa il mondo: “Gandhi è stato per gli indiani come Freud per i centroeuropei. Gandhi è il primo indiano ad avere scritto un’autobiografia con particolari della vita sessuale”.
Meno ieratico e più popolare di Ghosh Federico Moccia, Ho voglia di te (Feltrinelli), è stato protagonista del nuovo spazio Oltre, uno standone della Fiera dedicato agli adolescenti per cercare di avvicinarli alla lettura o, meglio, per conquistare un nuovo segmento di mercato. Moccia sostiene che i critici non capiscono i suoi libri, non sanno interpretarli (è sempre colpa dei giornalisti!). I giovani lettori, che forse non leggono i giornali, lo trattano come un fratello maggiore, lui ricambia con un blog e molti autografi su copie spiegazzate.
In un crescendo di ieraticità e popolarità il record di pubblico entrato alla presentazione e soprattutto rimasto fuori spetta a Paulo Coelho, Sono come il fiume che scorre (Bompiani), intravisto senza bodyguards, molto elegante, attorniato da belle addette stampa mentre saliva le scale mobili del Lingotto che portano un po’ ovunque.
Il mestiere del libraio
Michele Serra, Tutti i santi giorni (Feltrinelli), ha animato un affollatissimo dibattito su Vendere l’anima. Il mestiere del libraio di Romano Montroni (Laterza), storico direttore delle librerie Feltrinelli.
Il professore Umberto Galimberti è preoccupato dal prevalere delle immagini su scrittura e lettura, dell’intelligenza simultanea (si apprende tramite immagini) su quella sequenziale connessa ai libri. La caduta del libro, oltre ad influire sulla qualità della scuola, determina una caduta antropologica.
Gian Arturo Ferrari, Direttore Generale della Divisione Libri Mondadori, si è detto progressista, considera i megastore la risposta necessaria al desiderio di sapere, “lo tsunami dell’avanzamento della conoscenza e della cultura”, nell’ambito di un settore costituito nel mondo da sette mercati con l’Italia al sesto posto.
Serra si è schierato pro librerie, “i megastore sono brutti”, ha buttato lì che i giornali si fanno sempre meno con i giornalisti (si riferisce alla raccolta pubblicitaria?) e ha proposto il vero titolo del libro: Per vendere l’anima bisogna averne una. La sua ricetta è che, superando un atteggiamento passatista, la grande distribuzione dovrebbe vincere con la qualità.
La stessa qualità chiesta da Montroni ai librai: trasmettere e diffondere valori, collaboratori disponibili, bellezza dell’esposizione.
Il ritorno del romanzo rosa (che c’è sempre stato)
Lo sdoganamento di questo genere è opera di Luciana Littizzetto: “hai scritto un romanzo rosa con una scrittura comica”. La destinataria del complimento, anche se leggere e scrivere romanzi rosa non fa molto intellettuale, è Stefania Bertola, autrice di A neve ferma (Salani): Emma Trisciuoglio, di evidenti origini meridionali, da Valle San Nicolao (Biella) va a lavorare nella pregiata Pasticceria Delacroix di Torino contro il volere della famiglia che sognava per lei un futuro da insegnante. Il libro della Bertola è pieno di personaggi e ricette ma sconsigliamo, salvo smentite, la specialità della Littizzetto: la melizza, a base di melanzane trasformate in pizza.
Copertine
Le copertine più belle viste in Fiera sono di Salani editrice, Gruppo Mauri Spagnol, e Marsilio X, neonata collana di narrativa italiana di Marsilio.
In copertina del nuovo libro di Paolo Bianchi, La cura dei sogni (Salani), su uno sfondo scuro che riproduce un paesaggio boschivo troviamo l’immagine di un essere di sesso indefinito, un’adolescente efebico o una giovane donna, che sembra nuotare molto lentamente tra le foglie come se fosse in un ruscello anticipando ai lettori la difficoltà dei personaggi del romanzo di stare a galla.
Nel nuovo libro di Stefania Bertola, sullo sfondo scuro un po’ logo dei romanzi italiani pubblicati dall’editore, c’è una frusta da cucina con la panna montata che si tuffa in un mare di cioccolata fondente. A neve ferma non è altro che l’arte di montare il chiaro d’uovo.
Marco Bacci, Supervita, e Nino G. D’Attis, Montezuma airbag your pardon, sono le prime uscite di Marsilio X che ha scelto le copertine con un concorso aperto agli studenti dello IUAV di Venezia. Una goccia d’acqua elaborata al computer e una fotografia di donna con una bocca color fragola caratterizzano gli esordi di una collana che punta ad essere innovativa fin dalla parte grafica.
L’uomo ideale
Fabio Volo, Un posto nel mondo (Mondadori), ha fatto il pieno di vendite, con Dan Brown, e di fans. Che Volo piaccia alle donne è evidente dalle proposte del pubblico femminile da lui valutate, per far scena s’intende, a partire dalla taglia di reggiseno (quelle che non hanno dalla terza in poi sono avvertite). Ripete come un mantra che non ha studiato e ha fatto il panettiere, sa che gli è andata bene e se la gioca tutta. Personaggio televisivo, attore, scrittore al terzo libro Mondadori, sta scrivendo un film e conduce da Barcellona un programma sui giovani che hanno realizzato i sogni, un po’ come il protagonista del libro che cerca, e par di capire trova, il suo posto nel mondo. Denuncia un “razzismo culturale” nei suoi confronti ma stando alle vendite e ai complimenti di Ernesto Ferrero, che lo introduce dandogli del “geniale”, non sembrerebbe. Provoca light: “la scuola non serve a niente, trovatevi un lavoro che vi permette di vivere in più città, viaggiate, andate a Pinerolo”. A Pinerolo?
Al secondo posto nella classifica dell’uomo ideale si trova Claudio Magris, Danubio (Garzanti), intellettuale mitteleuropeo, studioso, scrittore colto, più di una signora ha scoperto quanto è interessante ascoltarlo e lo ha seguito in tutte le conferenze dove Magris non ha perso l’aplomb neanche quando i dottorandi di Letteratura comparata dell’Università di Torino, per fare bella figura davanti ai professori, gli hanno propinato domande tutt’altro che facili.
Non classificabile, in senso positivo, Vittorio Sgarbi, garanzia di polemiche intelligenti, verve, contraddizioni. Presentando lo scrittore iracheno Younis Tawfik, Il profugo (Bompiani), ha definito la sua prosa pedestre ma paragonabile ad Ungaretti conquistando le donne, famose e non, che dopo la presentazione gli si sono accalcate intorno in attesa di un suo cenno.
XX Fiera Internazionale del Libro di Torino
Arrivederci all’anno prossimo, Paese ospite: Lituania, terra misteriosa di lettori forti.09/06/2006
Book Film Bridge (XIX Fiera del Libro di Torino) sul Mucchio
Per gentile concessione dell'editore pubblico l'articolo sul Book Film Bridge (Fiera del Libro di Torino) che ho scritto per il numero di giugno del mensile "Mucchio", noto anche come "Il Mucchio Selvaggio" - www.ilmucchio.it
L’area riservata agli operatori professionali nell’ambito della XIX Fiera Internazionale del Libro di Torino ha ospitato il Book Film Bridge (BFB) e l’International Book Forum per lo scambio di diritti cinematografici e letterari.
Ernesto Franco (Direttore Editoriale Einaudi), Severino Cesari (Einaudi Stile Libero), Sandro Silvestri (produttore del film) e lo scrittore Giampiero Rigosi hanno presentato al BFB la versione cinematografica del romanzo di Rigosi Notturno bus pubblicato dalla casa editrice torinese nel 2000 agli albori del fenomeno mediatico diventato il noir.
Protagonisti un guidatore di autobus giocatore di poker che entra in contatto con la parte oscura della città, nel libro Bologna nel film Roma, e una ragazza bella e sfrontata che per vivere accalappia uomini, diventeranno alleati e forse eroi per caso.
Da segnalare i consueti tempi lunghi di trasposizione cinematografica. Una prima sceneggiatura è stata scritta dai Manetti Bros quando Rigosi doveva ancora completare il romanzo e una seconda dall’autore stesso, in entrambi i casi non si fece il film. Il regista Davide Marengo sta girando una terza sceneggiatura realizzata da Rigosi e Fabio Bonifacci incentrata più sul rapporto tra i protagonisti che sulle atmosfere noir del libro, pur non mancando un agente segreto, un misterioso microchip e molte bugie.
Da segnalare anche l’inevitabile presenza, detto con simpatia, di Giovanna Mezzogiorno e Valerio Mastandrea in un film italiano tanto che l’uscita, prevista a settembre del 2006, probabilmente slitterà per la sovraesposizione della Mezzogiorno.