14/03/2006

Rubrica

Per gentile concessione dell'editore pubblico l'articolo che ho scritto per il numero di marzo del mensile "Mucchio", noto anche come "Il Mucchio Selvaggio" - www.ilmucchio.it


Tom Wolfe, Io sono Charlotte Simmons (Mondadori), euro 22, pagg. 784

Sparta, provincia montanara in Alleghany County, è lontana anni luce dalla Dupont University of Pennsylvania, Olimpo della cultura universitaria americana dove la crème della gioventù studia da classe dirigente senza trascurare party e scorribande sessuali.
La Charlotte di Io sono Charlotte Simmons (Mondadori), nuovo libro di Tom Wolfe, si distingue tra le matricole della Dupont per intelligenza e, soprattutto, bellezza virginale.
Jojo, unico giocatore bianco del dream team di basket, quando la vede la prima volta, ad una lezione di francese che si rivelerà poco avanzata per il genio Simmons, le dice “sei pura”.
Il libro è la lotta tra tentazione e purezza. Charlotte resterà pura o cederà a campioni dello sport, membri di confraternite snob e misogine, giornalisti in erba, compagne di stanza dedite alle conquiste sessuali più che allo studio?
In primo piano, come in ogni libro di Wolfe, la questione razziale e di classe. Non bianchi contro neri ma il ritratto implacabile di una società, quella americana, dove i neri si riscattano con lo sport. Jojo, campione bianco, sarà surclassato da un nero secondo il pregiudizio al contrario che i neri giocano meglio a basket. Non ricchi contro poveri ma una Dupont, che in realtà si chiama Harvard, Stanford, Yale, Duke, dove gli studenti sono accettati dal gruppo solo se in possesso di molti soldi e di un’alta propensione all’approfondimento sessuale. Charlotte, entrata alla Dupont con una borsa di studio senza aver mai fatto l’amore, è la classica eroina nel romanzo di formazione, può raggiungere le stelle o inabissarsi nell’emarginazione.
Wolfe, il cui ritratto dell’Università è sembrato all’America intellettuale anacronistico, copiato da Animal House e poco postmoderno, resta, proprio in virtù della sua età, un grande scrittore con uno stile perfetto e al tempo stesso godibile. Difficilmente, dopo le prime venti pagine, riuscirete a disinteressarvi di Charlotte, a non tifare per le sue conquiste. Se però cercate il lieto fine, cambiate autore. Per Wolfe, realista “balzachiano”, la vita non è un party.

di annarita at 07:00:00 3 Commenti