11/08/2005
Lettori
Cari lettori, non è che non tenga al blog ma ci sono momenti nei quali le priorità sono trovare una lavanderia e ambientarsi in una nuova città, che sa di burro dalle prime ore della mattina e quando fa fresco è un bel fresco.
L’impatto con la città è buono, anche se ho visto soprattutto l’ufficio il residence e i negozi del centro, la Mole resta un’immagine iconografica che ogni tanto appare sullo sfondo, illuminata in cima e invogliante.
Nelle prime settimane mi sono buttata sui gelati, totalizzando il record di tutti i tempi, e sulla ricerca di una lavanderia, a scapito di scrittura e lettura.
Cercherò di fare meglio, sapendo già che non riuscirò.
Buone vacanze
11/08/2005
Rubriche
www.napoliontheroad.it
La rubrica va in vacanza. Appuntamento a settembre con la corrispondenza da Torino.
Queste le ultime due rubriche.
Consigli per l’estate: Almost Famous (America, 2000)
Se si mettono nello stesso film musica rock (Simon & Garfunkel The Who Yes Rod Stewart Led Zeppelin David Bowie Cat Stevens), un’attrice di una bellezza malinconica da togliere il fiato che fa benissimo la groupie sesso droga e rock (Kate Hudson), un giovane attore che fa la parte del giovane critico musicale risultando quasi perfetto (Patrick Fugit), un attore esperto che interpreta benissimo l’eclettico e talentuoso giornalista musicale Lester Bangs (Philip Seymour Hoffman), il fascino della redazione di Rolling Stone e dei quasi famosi Stillwater (ispirati a un vero gruppo rock), immagini fresche come una mattina d’estate dopo caffè e nuotata, una sceneggiatura da Oscar del regista Cameron Crowe, è il minimo che, a distanza di cinque anni dall’uscita del film, si senta il bisogno di scriverne.
William Miller ha 15 anni nel 1973 e sogna di fare il giornalista musicale sulla scia di un grande critico esistito veramente, Lester Bangs, che vede nel quindicenne di provincia dotato di madre oppressiva sorella fuggita per fare la hostess e passione per il rock un talento non da poco.
La celebre rivista Rolling Stone, fingiamo di crederci, propone a William un articolo sugli Stillwater, musicisti rock sulla cresta dell’onda.
William, nonostante le remore materne, accetta e segue il Gruppo per una settimana, dalla provincia americana alla New York degli anni Settanta, dalla camera di adolescente agli alberghi di lusso alla droga, che William osserva da lontano, alle groupies pronte a fargli compagnia, anche queste osservate da lontano se non nel finale.
La formazione di William passa per backstage, feste poco adatte a ragazzini di provincia, tentativi di prendere appunti e intervistare il cantante degli Stillwater Jeff, bugie dispensate in ugual misura alla madre e alla redazione di Rolling Stone, e molta musica.
Soprattutto, William si ubriaca di Penny Lane (il nome vi ricorda qualcosa?), amante di Jeff, bellezza non comune ma non sufficiente a conquistare Jeff che, finita la tournèe, torna dalla sua donna.
La scena migliore del film è quando William si presenta davanti i camerini degli Stillwater e chiede di intervistarli con l’ingenuità che si può permettere solo un quindicenne all’esordio giornalistico, lì conosce Penny Lane che lo aiuta a entrare e lì inizia la sua crescita che si confonde con la crescita di Jeff e Penny a scapito della scrittura, William dovrebbe intervistare Jeff ma non riesce neanche a accendere il registratore, distratto da tutto ciò che negli anni Settanta girava attorno al rock.
Lester Bangs assume il ruolo di consigliere di William, che stenta a consegnare il pezzo alla rivista musicale, e quando William ha dei dubbi se scrivere o meno tutto quello che ha visto, non sempre gli Stillwater si sono mostrati al meglio, Lester Bangs gli ricorda che bisogna essere “onesti e spietati”, e forse non si riferiva solo alla scrittura.
Non sveliamo se l’articolo sarà pubblicato e se William riuscirà a conquistare Penny Lane.
Almost Famous è un film sulla musica rock ma soprattutto sul passaggio adolescenza età adulta e sulla scrittura, sulla capacità di possedere sogni e realizzarli, che si tratti di scrivere per Rolling Stone o condividere il successo di un cantante quasi famoso.Barbara Garlaschelli al Festivaletteratura dal 7 all’11 settembre a Mantova
Agosto 1981.
Una ragazzona fa un tuffo e colpisce, come lei stessa ha scritto, non uno scoglio una roccia un sasso ma una pietra e si gioca la quinta vertebra cervicale, immobilità agli arti superiori e inferiori.
La ragazzona fa la scrittrice, si chiama Barbara Garlaschelli e qualche anno fa, per una piccola casa editrice, ha raccontato la lunga degenza seguita a quel tuffo e il percorso che le ha permesso di non soccombere.
La Salani ha avuto il coraggio di ripubblicare, con il titolo Sirena mezzo pesante in movimento, un libro rifiutato da molte case editrici con la motivazione di scrittura poco ironica come se fosse obbligatorio essere ironici e rassicuranti nei confronti di lettori che invece desiderano sensibilità e narrazioni autentiche.
Il libro della Garlaschelli non è affatto rassicurante perché se è vero che l’Autrice riesce a conquistare molti traguardi, l’esame da privatista con cui recupera l’anno scolastico della degenza seguita all’incidente la laurea la scrittura la sessualità, lei stessa scrive che quando un dottore la invitò a considerarsi “normale” decise di non ingannarsi, la “normalità” non è guardare gli altri dal basso verso l’alto.
Della vicenda narrata colpiscono la solidarietà e il gran numero di personaggi positivi.
I nonni, in particolare la nonna che per il traffico raggiunge a piedi l’ospedale e porta alla Garlaschelli thermos pieni di cose buone in tempo per il pranzo.
I genitori, eroicamente tranquilli e eroici nello spostarla da un ospedale all’altro con una decisione che si rivelerà fondamentale per la guarigione della Garlaschelli.
I datori di lavoro dei genitori, comportatisi da genitori e non da capi.
Le amiche della Garlaschelli, che le hanno permesso di recuperare l’anno scolastico della degenza e le hanno riempito le giornate in cui l’unica visuale erano i soffitti grigi.
L’amica dell’età adulta, la giornalista Nicoletta Vallorani, che ha voluto e ottenuto la ripubblicazione del libro.
La scrittura della Garlaschelli è valorizzata dall’autenticità della narrazione, il libro può disturbare, io stessa l’ho scoperto incoraggiata da qualcuno che l’ha letto prima di me, ma dopo averlo letto difficilmente ve ne pentirete.
