19/01/2005

Rubrica

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“Così fan tutti” è un film agro e divertente sulla pretenziosità del mondo intellettuale e sulla difficoltà di volersi bene.

Cassara (pronunciato con l’accento sull’ultima “a”) è uno scrittore cinquantenne che dalla vita ha avuto tutto, romanzi di successo, soldi e belle donne, compresa una moglie emigrata in luoghi esotici a insegnare yoga che gli ha rifilato una figlia venticinquenne, Lolita, grassa e morbosamente fissata con il padre, che è interessato a tutto fuorché ai problemi di peso della bambina.

Lolita appunto è grassa, di quella grassezza che gli uomini, ma non tutti, considerano bruttezza, di quella grassezza radicata che non si smaltisce neanche mangiando acini d’uva per due anni, di quella grassezza radicata anche nella personalità, che rende Lolita antipatica.

Altri protagonisti.

La seconda moglie di Cassara, avvenente taglia 40, per questo tartassata da Lolita.

L’immigrato Rashid, che camuffa il nome in Sebatsien, e incarna, in ogni film ce n’è uno, l’eroe buono, aspirante giornalista rifiuta il lavoro offertogli dal padre di Lolita e se ne innamora, riuscendo a vedere oltre la coltre di grasso e umoralità.

La maestra di canto di Lolita, il cui marito, scrittoruncolo come tanti, diventerà famoso per una recensione di Cassara.

Lo scrittoruncolo, più interessato a culi e fama, come dargli torto, che al faticoso fuoco dell’arte.

Il tuttofare di Cassara, servile per contratto, ma non peggio degli altri.

La seconda figlia di Cassara, una bambina di quattro anni tenuta costantemente a dieta nel timore che cresca come Lolita.

Il film racconta il sali e scendi del successo e della bilancia, le ossessioni di scrivere e mangiare che, credetemi, possono andare di pari passo.

Così fan tutti significa che tutti (tutti?) in amore si accontentano, tutti (tutti?) cercano il successo e cambiano quando lo ottengono, tutti gli intellettuali (tutti?) sono pretenziosi, tutti (tutti?) impazziscono per qualche chilo in più.
di annarita at 08:46:09 Commenta: