17/06/2004

Orologio biologico dal quotidiano

Se si ha intenzione di diventare mamme bisognerà tenere d'occhio il calendario: l'orologio biologico della fertilità femminile non ammette ritardi. Scaduto il tempo, non c'è più niente da fare. Ma come si fa a calcolare precisamente l'ora X? Con un nuovo test di fertilità messo a punto da scienziati scozzesi che potrebbe rivoluzionare maternità, tecniche di fecondazione e trattamento della menopausa. Ed essere utile, come dice lo studio, "alle donne che, per ragioni personali o professionali, rimandano l'appuntamento con la maternità".
I ricercatori del Royal College of Obstetricans and Gynaecologist di Edimburgo hanno sviluppato un metodo che calcola quanto velocemente batte l'orologio biologico femminile e dunque quando una donna entrerà in menopausa. Il tutto con una semplice ecografia che consente di misurare il volume delle ovaie e poi, attraverso un'analisi matematica e al computer, di prevedere quale sia l'età riproduttiva delle donne tra i 25 e i 51 anni, calcolando il numero di ovuli persi e residui.
Per Hamish Wallace, pediatra oncologo dell'Università di Edimburgo e uno degli autori principali della ricerca pubblicata sulla rivista Human Reproduction, ciò significa "che abbiamo la possibilità di stabilire a che velocità avanza l'orologio riproduttivo di una donna e a che età esso cesserà di battere".
I circa 800 mila ovuli che le donne hanno già quando sono feti di cinque mesi, con la nascita e poi l'avanzare dell'età diminuiscono. Sui 37 anni gli ovuli in meno sono circa 25 mila e da qui in avanti il loro declino corre veloce fino a quando la maggior parte scompare e si entra in menopausa. In genere questa arriva intorno ai 50 anni, ma può accadere anche 7-8 anni prima o dopo. Conoscere dunque la durata riproduttiva femminile, come dicono gli scienziati "quante frecce ha ancora una donna nel suo arco", consente ai medici di prevedere quanto a lungo una donna sarà fertile e quando scatterà l'orologio della menopausa.
"Il test sarà utile non solo per stabilire come programmare la propria vita familiare e dunque i tempi per diventare mamma. Ma anche - continuano i ricercatori - per raccogliere informazioni importanti nel caso in cui una donna si ammali di cancro e debba essere sottoposta a trattamenti che rischiano di minarne la fertilità".
In ogni caso i ginecologi scozzesi gettano acqua sul fuoco e spiegano che ci vorrà ancora del tempo prima che una donna possa andare dal proprio ginecologo per misurare la propria fertilità e programmare un'eventuale gravidanza.
Thomas Kelsey, esperto di informatica all'Università di St Andrews, sostiene che i principali benefici della ricerca andranno ai trattamenti per l'infertitlità e alle tecniche di fecondazione. Se una donna insomma ha un'aspettativa riproduttiva lunga è bene che decida di riprodursi "naturalmente" entro quella data mentre se gli ovuli si prevede che diminusicano "di non perdere tempo".
Avvertenza: il test non funziona se una donna prende la pillola perché questa diminuisce la grandezza delle ovaie e nemmeno per quelle che soffrono di ovaio policistiche, una sindrome che causa infertilità.
"Il test apre le porte anche alla possibilità di trattare la menopausa, che ha effetti sulla salute complessiva delle donne, con gli adeguati mezzi", ha spiegato ancora Wallace.
Ma, soprattutto, vista la tendenza delle nuove generazioni di donne a procrastinare l'appuntamento con la maternità per motivi di carriera, il metodo offrirà un calendario preciso su quanti anni mancano per poter avere un figlio, consentendo loro anche di organizzarsi per una "pausa gravidanza".
di annarita at 18:57:59 4 Commenti