09/06/2004
Il sapore del pesce
Sul lungolago ci sono molti bambini, sono le 11,30 di una giornata d’estate, i bambini sono coperti con cappellini luminosi, sotto spuntano pezzi di corpo abbrustoliti, sono bellissimi.
Sulla scogliera le persone in costume fingono di studiare o di leggere, intente a togliersi le magliette e a tirare giù le spalline, le ragazze che leggono sono sempre sedute a gambe incrociate, anche qui, fuori dall’Europa.
Le barche sono pronte per la stagione, l’acqua sembra invitare a nuotare e a fare sport, e il centro è lontanissimo dall’abbigliamento elegante di altri centri, le persone, molte di colore, hanno vestiti sportivi e si atteggiano a reduci di estenuanti corse sul lungolago o sedute di palestra.
I mie pantaloni blu stonano, dovrei cambiarmi e raggiungere le ragazze che leggono a gambe incrociate.
Il posto dove mi portano è un po’ fuori dalla città, all’ingresso ci sono palloncini di benvenuto, su un laghetto artificiale, che non ha nulla a che vedere con l’altro lago.
Mi danno un cartellino con i miei dati, sono l’unica a non sapere dove metterlo, metto il cartellino sulla tasca destra dei pantaloni blu.
A pranzo riassaporo il pesce, dopo sette anni di vegetarianesimo quasi integralista.
Il riso è giallo, quindi è ripassato in qualche spezia, che però è molto gradevole, e si accompagna a carne e pesce.
Chiedo in inglese al cameriere che parla francese di darmi del riso ma non della carne, il cameriere prende un cucchiaio e, con una dedizione incredibile, me ne mette nel piatto una discreta porzione, piena di pesce.
L’aeroporto internazionale non vende gelati, ma tonnellate di cioccolata.
In aereo mi dicono che hanno liberato gli ostaggi, dico che non me ne frega niente, dico “chi sono questi, che ci facevano in Iraq, chi rappresentano” ottenendo sguardi di diniego.
Mi addormento, e mi svegliano con un vassoio di cioccolata, a forma di dado o di pallone da calcio, prendo due dadi.
Domani, mentre prenderò altri aerei e sarò svegliata da hostess con altre facce e altre schifezze che mi terranno tutta la notte in bagno, il blog fa un anno.
Sto cercando dove continuare.