24/09/2003

Kinglear

Dalla rivista letteraria ma non solo www.kinglear.splinder.it. La premessa è che Madonna è grande. “Avete mai sentito parlare delle rose inglesi?Bè, adesso vi dirò tutto quello che non sono: non sono una scatola di cioccolatini. Non sono una squadra di calcio. Non sono fiori che crescono nel giordino. Ma ecco che cosa sono...”. Esordisce nella musica pop con il nome d’arte della madre di tutti noi. All’epoca veste prevalentemente in pizzo nero, stivaletti a spillo, e qualche chilo di perle e catene. Hollywood la adora. Passa al cinema con il memorabile “Cercasi Susan disperatamente”, un trionfo, perle e catene iniziano a essere sostituite dalle griffe di moda. Continua con la musica cambiando più look di Anna Oxa. Tutti ricordiamo la guepiére e il capello corto e ossigenato, dalla guepiére muscoli maschili che avevano fatto malignare i soliti malpensanti. Poi scatta l’ora della maternità. Senza formalizzarsi troppo, com’è nel suo stile, fa una bambina, Lola, con il primo che capita (un non meglio identificato personal trainer cubano). E intanto si fa fotografare abbracciatissima alla cosiddetta assistente personale, l’inquietante Ingrid Casares. Altri dischi, memorabile un video in stile texano, griffato Dolce&Gabbana, al tempo di “American Pie”. Poi scatta l’ora dell’innamoramento. Il fortunato è Guy Ritchie, inglese, regista, meno affascinante e famoso, ma molto più giovane, di lei. Inevitabile il trasferimento a Londra e la trasformazione, da puttana di corte a lady inglese. Nasce il secondo figlio, Rocco. L’altro artefice, Guy, risulta in carica, nonostante sia riuscito a regalare alla lady un clamoroso insuccesso, un film talmente brutto da non trovare distributori neanche a Hollywood. Agli annuali MTV awards la lady inglese, in chignon miele e frac, sale sul palco, e bacia con bocche e lingue in primo piano le signorine che tentavano di emulare la canzone “Like a vergin”. Emuli apparse niente al cospetto della lady. Una così nel tempo libero la si immagina almeno girare per negozi sado o tirare cocaina. Invece la lady ha trovato un nuovo hobby, scrivere. “Le rose inglesi” (Feltrinelli) è il primo dei cinque libri di favole di lady Madonna Ciccone Ritchie in arte Madonna. Detto ciò sarebbe facile demolirlo, a partire dal fatto che è costituito da poche frasi scritte in carattere cinquanta (come alcuni libri di Baricco), il tutto alla modica cifra di quattordici euro. Lo spessore del libro, sottile anche per il genere favolistico, è dovuto in larga parte alle belle illustrazioni. Tuttavia. Le rose inglesi non sono nient’altro che bambine, politicamente corrette, bionda, mora, sbarazzina, nera, con e senza occhiali. Quattro amiche come tante. Binah non è (ancora..) una rosa inglese, è esclusa dal club esclusivo. La colpa è che è troppo più bella delle altre rose inglesi (qui il narcisismo di lady Madonna raggiunge il picco, nelle illustrazioni la triste e esclusa Binah ha le fattezze che ricordano molto una certa cantante famosa anche scrittrice..). La predica della mamma di Nicole, la notte trascorsa a dormire insieme e a fare tutte lo stesso sogno a casa di Nicole e l’incontro con una buffa fata madrina grassoccia cambieranno la visione dell’amicizia delle quattro rose inglesi. La cambieranno in meglio perché diventeranno cinque, perché è una favola e le favole devono dare speranza. Binah sarà accettata nel club quando mostrerà la sua disagiatezza, quando, con un trucco magico, le altre bambine la osserveranno lavare mattonelle, pelare patate, patire la solitudine. La morale, perché è una favola e le favole hanno sempre una morale, è che la bellezza non è tutto. Sarebbe facile anche demolire questa morale, recitata da una lady nota per l’overdose quotidiana di botulino antirughe, per le spese folli in tolette, per i capricci che solo una grande figa può permettersi. Tuttavia. E’ una favola, e alle favole bisogna credere, è questo che ci insegnano. Fingiamo di credere che la bellezza non conta, che la vita di quelle belle è durissima, che è meglio essere belle dentro, che la ciccia non conta (vedasi il punto precedente della bellezza dentro). Fingiamo di credere che la lady, fotografata spesso per mano di una bambina griffata e agghindata come una madonna, racconterà alla suddetta bambina la favola delle rose inglesi. Quando la bambina si sentirà meno bella delle altre, nonostante i soldi e la fama. E’ capitato a tutti, indipendentemente dai soldi e dalla fama. Aspettiamo le altre favole di lady Madonna, perché è certo che ne arriveranno altre. Rassegnatevi.
di annarita at 14:19:22 2 Commenti

22/09/2003

Concorso poetico

Nel bando che segue le regole di un concorso poetico GRATUITO, garantisce un poeta. "Associazione Culturale Il Racconto Ritrovato" Premio di Poesia inedita “La libertà della poesia” Con il Patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte 1° Edizione. L'Associazione "Il Racconto Ritrovato" indice, con il Patrocinio dell’Assessorato Sistemi Culturali della Città di Torino e dell’Assessorato Cultura e Istruzione della Regione Piemonte, la prima edizione del Concorso di Poesia “La libertà della poesia”. Possono partecipare autori italiani e stranieri con opere inedite in lingua italiana. Ogni concorrente dovrà partecipare con 5 poesie di non più di 30 versi ciascuna, inviando 5 copie dattiloscritte e ben raccolte in fascicoli separati. Sulla copertina di una copia deve essere scritto: nome, cognome, indirizzo completo, numero telefonico fisso, eventuale indirizzo e-mail, firma. Le altre 4 copie devono essere anonime. Le poesie devono pervenire entro e non oltre il 31 gennaio 2004 al seguente indirizzo: "Associazione Il Racconto Ritrovato" Corso Rosselli, 47 10129 TORINO. L’iscrizione al Concorso “La libertà della poesia” è completamente gratuita. Il Concorso è riservato ai Soci dell’Associazione. Coloro che ancora non fossero associati e desiderassero partecipare al Concorso, potranno iscriversi all’Associazione versando la quota di iscrizione di € 20,00, a mezzo vaglia postale, o inviando assegno non trasferibile intestato a "Il Racconto Ritrovato" Corso Rosselli, 47 – 10129 Torino o con bonifico bancario sul c/c 413 022953 del Banco di Sicilia ABI 01020 CAB 01000 sempre intestato a "Il Racconto Ritrovato". L’iscrizione dà la possibilità di usufruire di tutti i servizi di consulenza letteraria de "Il Racconto Ritrovato", degli spazi a disposizione dei soci, delle opportunità loro offerte nel cammino dell’ulteriore affermazione, e inoltre, di partecipare alla 2° edizione del Concorso per racconto “Parole per….crescere” che verrà indetto nel 2004. Obiettivi e finalità si possono leggere sul sito Internet www.ilraccontoritrovato.it alla pagina dedicata. Il primo premio è fissato in € 1000,00 il secondo in € 400,00 l’autore delle poesie classificate al terzo posto riceverà libri a sua scelta per € 150,00. Le poesie vincitrici verranno lette da un attore in occasione della cerimonia di premiazione e saranno pubblicate sul sito. La Giuria si riserva inoltre di indicare altri 10 poeti le cui poesie risultassero di particolare interesse, che riceveranno un Attestato di Merito e saranno pubblicati nella sezione del sito Internet dedicata al Concorso. La premiazione avverrà a TORINO in concomitanza con il Salone del Libro di TORINO che si svolgerà nel mese di maggio. Il giorno verrà comunicato. La Giuria sarà composta da:Milo De Angelis, Antonella Anedda, Marta Donzelli, Bruno Galluccio, Vera Vasques. Il giudizio della Giuria è insindacabile. I testi inviati non saranno restituiti. La proprietà letteraria resta degli autori. La segreteria del Premio informerà direttamente i vincitori del Concorso. La partecipazione al Premio comporta l’accettazione e l’osservanza di tutte le norme presenti nel bando. Per ricevere ulteriori informazioni sul Premio Letterario e sul "Racconto Ritrovato" si può scrivere all’indirizzo di Torino sopra indicato, o inviare e-mail a informazioni@ilraccontoritrovato.it e telefonare allo 011_3185514.
di annarita at 15:09:11 3 Commenti

15/09/2003

Lettera a Severgnini

Oggi su www.corriere.it/severgnini. Caro Beppe, un lettore italiano, dall'America, ti chiede se l'Italia si trovi in stagnazione o recessione. Il 10 settembre l'Istat ha pubblicato il Prodotto Interno Lordo del secondo trimestre 2003 (il cosidetto Pil, che sentiamo evocare come l'orco cattivo che può cacciarci dall'Europa). Essendo risultato pari a -0.1% (su base trimestrale) e in discesa per la seconda volta consecutiva, tecnicamente l'Italia sarebbe in recessione. Il 9 settembre Eurostat ha pubblicato il Pil dei 12 Paesi dell'Area Euro relativo al secondo trimestre 2003. Risultato negativo per lo 0.1% (su base trimestrale), in discesa per la terza volta consecutiva, con notevole contributo al ribasso da parte di Italia, Francia e Germania, tecnicamente l'Europa sarebbe in recessione. Tuttavia, la statistica va maneggiata con cautela, cali dell'economia così vicini allo zero autorizzano a sperare in una stagnazione dell'economia. A fronte della teoria, al tuo lettore "americano" per capire l'economia italiana basterebbe un giro qui. L'altra sera Chiara mi ha portato all'"obitorio", una pizzeria tutta marmi e "faidate" che negli anni scorsi garantiva una pizza e una birra a diecimila lire. L'altra sera abbiamo pagato 12 euro, per la stessa pizza e la stessa birra. L'economia "reale", recedente o stagnante che sia, dà segnali di follia. Ciao Beppe
di annarita at 09:25:39 1 Commento

09/09/2003

Articoli

Come volontaria della redazione del festival letterario più figo del mondo, a Mantova ho scritto questo, e altre ne scriverò su Mantova. David Grossman(evento n° 48). A distanza di tre anni, quando inaugurò il Festivaletteratura con un reading di un racconto inedito, David Grossman torna a Mantova, come scrittore più che come commentatore politico. Lo presenta ad una platea appassionata Alessandra Rossi, che non si fa sfuggire l’opportunità di parlare d’amore. Per rompere il ghiaccio l’Autore inizia con una lettura in ebraico, “per sentirmi a casa” dice. Nel nuovo libro la narrazione di Grossman è usualmente sospesa tra realtà e immaginazione, perché “preferisco scrivere di cose che potenzialmente potrebbero rovinarmi, voglio che i miei libri mi sorprendano e mi facciano scoprire nuove cose”. Infatti si spinge sul crinale del significato di due parole molto pericolose: amore e gelosia, quest’ultima pronunciata sempre in italiano, in un’indagine che gli ha richiesto undici anni di lavoro. La conclusione, se di conclusione si può parlare, è che, nonostante la tendenza della natura umana a proteggersi dagli altri, capita di incontrare qualcuno da qualche parte del mondo cui raccontare storie e che il qualcuno voglia raccontarci le sue storie. E’ la definizione che Grossman dà dell’amore, e che potrebbe adattarsi alla sua scrittura complessa e comprensibile solo al lettore che voglia aprirsi. Alessandra Rossi infine gli chiede, parafrasando un celebre racconto di Carver, “in quanti siamo quando parliamo d’amore”. E’ una bella domanda, il silenzio di Grossman è una bella risposta. Anche il pubblico è in silenzio. Jeffrey Eugenides (evento n° 133). In un pomeriggio di fine estate, a Mantova può accadere di imbattersi in un premio Pulitzer che passeggia nel Cortile della Cavallerizza, di assistere alla presentazione di un altro Pulitzer e, volendo esagerare, di riuscire a fare un'unica ma fondamentale domanda ad uno dei due Premi. Jonathan Franzen sembra un adolescente, vestito con una polo a righe di quelle che andavano di moda venti anni fa. All'evento di Jeffrey Eugenides Franzen prova a fare lo spettatore, prima di essere assalito dal pubblico e ricondotto tra i VIP. Eugenides invece arriva da scrittore di successo, circondato dall'establishment Mondadori, presso cui ha pubblicato "Le vergini suicide" e il celeberrimo "Middlesex". Lo aspetto al varco, mi apposto dietro una curva per intervistarlo. Lo aggredisco in un inglese talmente sciolto da risultargli inizialmente incomprensibile. Prima che una rabbiosa addetta stampa mi cacci via, riesco a chiedergli "Cosa pensa del Festivaletteratura?", mi risponde, dall'alto verso il basso "I like it". La presentazione del libro è focalizzata sui temi tipici dell'Autore, quali la trasformazione delle identità, il protagonista di "Middlesex" nasce donna e continua uomo, l'immigrazione, la cultura americana, la cultura classica. Eugenides nasce a Detroit, città centrale nei suoi romanzi, in una famiglia greca asiatica e irlandese. Compie studi classici, dichiarando che l’Eneide e Anna Karenina sono tra i suoi dieci libri fondamentali e paragonandosi, non senza umiltà, a Tolstoij. A Mantova l'Autore ha spiegato che nei dieci anni di gestazione necessari per il secondo romanzo ha dovuto studiare storia, genetica e immigrazione. Il protagonista, Calliope poi Call, nasce in una famiglia greca poi americana, ermafrodito per colpa di un gene impazzito. Poi ha letto brani di Middlesex, difficili ma ritmati, conquistando il pubblico numeroso e l'altro Autore da Premio. Scritture Giovani: Intervista molto informale a Davide Longo. Lo scrittore Davide Longo è arrivato in ritardo alla caffetteria Il Ducale, dove ha presentato lo scrittore Francesco Piccolo nella Colazione con l'Autore. Davide Longo ha trentuno anni, insegna Lettere in una scuola professionale della provincia di Torino, ha pubblicato il "Un mattino a Irglem", ambientato nell'Etiopia coloniale del 1937. A Mantova ha scoperto, non senza sensi di colpa, che apprezza le docce con idromassaggio, è considerato uno bravo. "Come sei venuto in contatto con il Festivaletteratura?". "Lo scorso anno ero a Scritture Giovani, con il mio racconto inedito e con gli altri scrittori abbiamo girato i festival europei gemellati con Mantova. Poi quest'anno l'organizzazione mi ha chiesto di condurre le Colazioni insieme a Marco Mancassola. Il Festivaletteratura è una delle più interessanti realtà italiane per il clima informale e piacevole. Credo che si debba distinguere la letteratura "politica" da quella "civile". La prima si occupa di partiti e situazioni propriamente politiche, la seconda dovrebbe occuparsi dei valori. E' dei valori che aspiro a raccontare". "In Italia abbiamo esempi di questa letteratura civile?". "Nel passato penso a Fenoglio, Calvino, a quelle atmosfere. Adesso potrei tranquillamente affermare che anche il nuovo libro di Francesco Piccolo, “Allegro Occidentale", è sociale. Per fare letteratura civile non occorre scrivere un saggio. Mi viene in mente anche il contributo del cinema, con "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana. Un film ben scritto, caso raro, e con attori tutti bravi, non retorico, che affronta bene i sentimenti". Scritture Giovani.Intervista informale a Marco Mancassola. Marco Mancassola ha ventinove anni ed è considerato uno bravo. Dopo il successo del suo primo libro, Il mondo senza me, nato Pequod e cresciuto Mondatori e considerato uno dei migliori esordi degli ultimi anni, sta preparando il secondo libro. "Come sei venuto in contatto con Festivaletteratura?". "Il mio esordio, "Il mondo senza me", è stato scelto per partecipare a Scritture Giovani dello scorso anno. Da lì io e Davide Longo siamo stati "riciclati" per presentare le Colazioni con l'Autore di quest'anno, ride, il Festivaletteratura è un evento encomiabile per filosofia, etica, scopo. C'è il rischio del buonismo e della retorica ma per ora le scelte a monte hanno generato eventi interessanti". E cita la commistione tra culture che ha caratterizzato questi giorni, sociologia, filosofia, e ovviamente letteratura. "Cosa provi per il tuo libro d'esordio, da cui è partito tutto?". "Il libro appartiene ad un'altra epoca della mia vita, l'ho scritto tra i 21 e i 25 anni. Tuttavia ciclicamente lo rileggo, ad esempio in occasione di letture pubbliche, e mi continua a piacere. E' un libro che continua a andare avanti, a incontrare lettori, che spesso sentono il bisogno di scrivermi per dirmi cosa provano". "Quali progetti ti aspettano dopo le Colazioni?". "Ad ottobre accompagnerò Scritture Giovani a Londra, presso il nostro Istituto di Cultura. E continuerò a lavorare al secondo libro che dovrebbe uscire nel prossimo anno. Sarà diviso in tre parti e avrà toni noir, a differenza del precedente romanzo che era di formazione e sentimentale. L'idea di unire racconti lunghi in unico romanzo mi rimanda alla possibilità di analizzare le situazioni da riflessi differenti e complementari". Marco Mancassola è uno bravo. Le infinite possibilità della lingua. Diego Marani, traduttore ufficiale della Comunità Europea, scrittore, ma soprattutto inventore della lingua dell'Europanto, ci ha regalato qui a Mantova i primi undici versi della Divina Commedia nella versione europantica, ammesso che si dica così. Leggere per credere. Des meine life nel medio Van der way Finde myself in eine bosco Oscuro, De justa via nesciente donde Stay, Dicere wat ich felt est Mucho duro, Porqué van de foresta Racontante, Der terrible horrore non Enduro. Caro Beppe, ero volontaria di Festivaletteratura 2003, nella redazione online. Da quest'anno un gruppo di volontari si aggirava, con o senza maglia blu, tra gli eventi mantovani per poi raccontarli in tempo reale. Eravamo al terzo piano dell'APT di Piazza delle Erbe, condividendo computer, musica, articoli, e comunicando con post-it e cellulari. Tra i momenti. David Grossman che si rifuta di parlare di politica e si mette a nudo sul tema amore e gelosia. Jeffrey Eugenides, intervistato prima che i dirigenti della Casa Editrice mi cacciassero via, e la sua bella famiglia greco asiatico americana. L'esordiente Giorgio Faletti, arrivato all'anima dei lettori, piaccia o no agli addetti ai lavori. Erri De Luca, e il suo inaspettato saluto nella hall dell'Hotel Mantegna. I Professori Bodei e Carbone, perché la filosofia non è solo per pochi se si è così bravi da saperne narrare a mezzogiorno di sabato, con il pubblico disteso nel prato della Casa del Mantegna. I conduttori delle storiche Colazioni con l'Autore, Davide Longo e Marco Mancassola, due romanzi in due, molta curiosità e voglia di confrontarsi. La pista da ballo del circolo nautico vuota come le sagre di fine estate, ballava al suono del tango solo Maurizio Maggiani. Donne grandissime e colorate arrivate da ogni angolo di mondo. E un inglese parmigiano, Tobias Jones, che una sera di fine estate, con la tua complicità, ha cercato di farci scoprire quello che già sappiamo. Come popolo non siamo perfetti, come ogni popolo e ogni individuo. Bastava essere all'evento di Stella e Mazzucco sulla storia dell'emigrazione italiana per renderci conto di ciò che siamo stati e di ciò che non dovremo essere.
di annarita at 14:55:46 2 Commenti

09/09/2003

Mentre

C'è un nuovo caso di Sars a Singapore, e altri venticinque cristiani sono in quarantena. C'è l'anniversario del nine eleven, e altri venticinquemila integralisti staranno progettando come farci pagare il nostro essere fottuti occidentali globalizzati e obesi. C'è l'ennesimo caos del calcio, in serie B si arriva direttamente dalla C2, si ottengono diecimila posti in serie A con relativi spareggi, si sciopera, e il Napoli riesce a perdere fin dalla prima partita, ovviamente giocando in casa. C'è stata la Mostra di Venezia, e pazienza per Bellocchio che se l'è presa con la giuria cattiva ed esterofila che non lo premia, e magari lasciamo in pace per qualche anno l'Onorevole Moro. C'è stata Mantova, ma non riesco a parlarne, troppe sensazioni. C'è la fame, sono giorni in cui ho fame, solo oggi due magnum mignon dopo pasta, frutta, yogurt. C'è la difficoltà di concentrarsi, prendo la metropolitana senza il consueto libro, in casa smanio come un prigioniero, senza riferimenti all'Onorevole Moro. C'è l'incomprensione con la famiglia, che pesa perché sarebbe più facile dirsi le cose, e pazienza per le fissazioni, che abbiamo tutti. C'è una gran quantità di lavoro, talmente analitico da farmi divenatre ancora più rompipalle. C'è la pioggia, arrivata come immagino arriverà prima o poi in Africa, in forma di diluvi e tuoni. C'è il clima caldo non ancora autunnale, sospeso sul crinale di progetti. C'è lo sport, che meriterebbe fatica e impegno, ma continuo a rimandare la ripresa della fatica. C'è la mente, che dovrebbe prendersi una vacanza, ora che il corpo è tornato.
di annarita at 14:45:05 Commenta: