28/06/2003
In libreria a Roma
Vago come una cogliona nella libreria aperta nel centro storico della città storica. Nell'ordine ho acquistato la tessera internet fornendo patente con foto orribile, preso caffè e bicchiere di acqua minerale naturale mangiando a scrocco quattro biscotti che peggioreranno il corpo, piantato una scenata perchè tutti i bagni di questa libreria all'avanguardia non hanno la chiave, ho urlato gli esercizi pubblici devono avere un bagno funzionante a norma di legge, ho proprio rimarcato a norma di legge, mi hanno risposto schifati dal mio isterismo ci denunci, ho sobillato avete molti avvocati, ho dato fastidio, chiedendo libri che regolarmente non hanno, prendendone uno da leggere se non vado via, toccando tutte le cose in vendita al piano superiore dove lavora uno bello, con cui avevo giocato tra i tavoli a pranzo ma devo essere sembrata troppa isterica per i suoi gusti, potrebbe essere il primo amico veramente romano, eterosessuale. Perché un "problema" è che frequento molti omosessuali, tutti niente male. Ieri ero a cena con quattro uomini, le apparenze ingannavano. Questa mattina ho avuto la conferma di un sospetto antico. Ho una mente alterata. Una persona, senza nome e cognome altrimenti si arrabbia di nuovo, ha letto un mio articolo e ha notato che non sarebbe accaduta nenache la metà delle cose da me descritte o non in quel modo, l'ho nominato troppe volte contro le sette dell'autrice, prima o poi si registra così mi inchioda, avrei detto male di una attrice presente alla presentazione del libro dell'articolo, che invece mi ha ispirato cose buone. Ho una mente alterata. E' per questo che non telefona. Che mia sorella non ha letto del nostro "sogno", gliel'ho spedito direttamente dove mi ha detto. Che vivo qui, in una città deserta, piena di bagni senza chiave, di persone senza chiavi di accesso, di cose da fare ma non da soli, di residence all'eur, di agenzie immobiliari che fanno penare per fittare, di mare non mare, di saldi che iniziano dopo il mondo intero. Dalla libreria di Roma è tutto, vorrei andare dalla mia famiglia, che mi sopporta isterica e gonfia e sbagliatadi annarita at 16:11:22
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