14/06/2003
Residence
Avrei dovuto essere in Via Cimarra numero 39, quarto trasloco in sette mesi e mezzo, rimandato. Ho scelto di non fuggire. Il residence, sabato, è vuoto, il bar vuoto, senza le maddalene che metto nel latte. Ho telefonato a Tanja. Da quando sono qui mi hai abbandonato, ho detto. Non è vero, ha detto sapendo di mentire, la gemella eterozigota, lei bionda io marrone, lei bellissima, io. A Napoli vivevo nella casa dove lei viveva prima di spostarsi due palazzi più in là. Via Bausan qualcosa lei, Via Bausan 16 io. Ci spostavamo dall'una all'altra in ciabatte, con il mocho nelle mani. Veniva da me per il riso in bianco nei casi di mal di pancia o per pene sentimentali. La citofonavo, con la spesa e la stanchezza del lavoro, scendeva dicendo si va a prendere l'aperitivo però rifatti il trucco. Nei mesi di Via Bausan siamo andate ovunque, stesso stile, benetton con classe. Ieri era al mare ho preso tutta una serie di weekend lunghi, io in ufficio. Ha chiesto e ho risposto, ha concluso si la casa il nuovo lavoro i libri ma la tua vita, insisteva la tua vita. Poi, per tranquillizzarsi e tranquillizzarmi, vabbé quando ti sarai sistemata meglio andrà meglio. Adesso è al mare. La settimana è stata dura. Lavoro dieta e nessuna corsa in palestra, però toccandomi percepisco di nuovo le ossa dei fianchi. Ieri ho conosciuto Ascanio C., l'ho sfiorato dopo la lettura di un romanzo di Dacia M., recitata con velocità. Avrei dovuto essere allieva di un suo laboratorio alla Holden ma in quel periodo avevo pochi soldi e pochi sogni. Mi piacerebbe avere altre occasioni, anche senza Dacia M. PS non scrivo di amore ma ci penso, è che l'amore distratto distraedi annarita at 10:14:50
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